Non è più un’allerta lontana, un trafiletto da leggere con distacco mentre si scorrono le notizie dal mondo. L’Hantavirus ha ufficialmente varcato i nostri confini, con un 25enne calabrese sintomatico all’Hantavirus e costringendo le autorità sanitarie a un trasferimento. Il volo verso lo Spallanzani di Roma non è stata solo una missione di salvataggio per una giovane vita, ma il segnale inequivocabile di un nuovo capitolo sanitario che l’Italia non avrebbe mai voluto scrivere.
Fino a ieri, l’Hantavirus era un nome esotico, qualcosa legato alle praterie americane o ai remoti villaggi asiatici. Oggi, quella barriera geografica è crollata sotto il peso di una diagnosi che non lascia spazio a interpretazioni: la minaccia potrebbe essere qui.