REDAZIONE ESTERI – Donald Trump ha annunciato la sospensione di un attacco militare statunitense contro l’Iran che, secondo il presidente americano, sarebbe stato previsto “per domani”. La decisione arriva mentre sarebbero in corso nuovi negoziati diplomatici tra Washington e Teheran per evitare un’ulteriore escalation in Medio Oriente.
A rendere nota la svolta è stato lo stesso Trump attraverso un messaggio pubblicato sul social Truth, nel quale ha spiegato di aver accolto le richieste avanzate dall’emiro del Qatar, dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e dal presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed Al Nahyan. Secondo il tycoon, i leader arabi gli avrebbero chiesto di fermare l’operazione militare perché sarebbero in corso “negoziati seri” destinati, a loro giudizio, a produrre un accordo accettabile per gli Stati Uniti e per l’intera regione.
Trump ha però precisato di aver ordinato al Pentagono e ai vertici militari di mantenersi pronti a un eventuale attacco “su vasta scala” qualora i colloqui dovessero fallire. Tra i punti ritenuti centrali dall’amministrazione americana c’è la garanzia che Teheran non possa sviluppare armi nucleari.
La frenata arriva dopo giorni di forti tensioni tra Stati Uniti e Iran e dopo nuove dichiarazioni aggressive del presidente americano sull’andamento delle trattative. Secondo diverse ricostruzioni internazionali, il pressing diplomatico esercitato dai Paesi del Golfo avrebbe avuto un ruolo decisivo nel convincere Washington a concedere altro tempo alla mediazione.
Da parte iraniana, secondo fonti internazionali, sarebbe stata presentata una nuova proposta negoziale mediata anche dal Pakistan. Teheran avrebbe manifestato disponibilità a proseguire il dialogo, pur ribadendo di essere pronta a reagire in caso di nuove azioni militari statunitensi.
Il nuovo sviluppo diplomatico si inserisce in uno scenario regionale ancora estremamente instabile, segnato da settimane di conflitto, minacce reciproche e tensioni nello Stretto di Hormuz, cruciale per gli equilibri energetici mondiali.