ROMA – Si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime del potente terremoto di magnitudo 7.4 che ieri ha scosso la Colombia. L’epicentro è stato localizzato nel municipio di San José del Palmar, situato nel dipartimento del Chocó. La scossa, durata circa due minuti, è stata percepita distintamente in oltre 900 centri abitati, ed è stato avvertito anche a Panama, Ecuador e Venezuela
Al momento, le vittime confermate sono 134 a cui si aggiungono più di 620 feriti e diverse migliaia di persone disperse. La gravità della situazione ha indotto il governo nazionale a dichiarare lo stato di disastro nazionale e di emergenza. L’esercito ha mobilitato 180 militari equipaggiati per fronteggiare l’emergenza che dalle basi militari di Bogotà e Tolemaida interverranno in base alle richieste e alle segnalazioni delle autorità. In ambito locale, le amministrazioni comunali di Pereira, Manizales, Dosquebradas e Roldanillo hanno istituito il coprifuoco stradale.
Secondo quanto riportano i media locali, l’impatto più distruttivo della scossa si è concentrato prevalentemente nei dipartimenti di Risaralda, Valle del Cauca, Caldas e Chocó, un’area in cui sono presenti circa 3,5 milioni di abitanti. Nel dipartimento di Risaralda si è registrata la concentrazione più elevata di perdite umane. Nella capitale Pereira si sono contati almeno 60 morti. Presso l’Aeroporto Internazionale Matecaña di Pereira, il cedimento di una porzione della copertura del terminal ha causato tre vittime e ha imposto l’immediata evacuazione dell’area. Inoltre, il comune ha censito oltre 65 edifici distrutti o gravemente compromessi, in 15 dei quali si sono rese necessarie operazioni urgenti di ricerca sotto le macerie. Il sistema di trasporto a fune urbana (Megacable) ha subito un arresto automatico di sicurezza, bloccando diversi passeggeri all’interno delle cabine lungo la linea. (www.dire.it – Agenzia Dire)