Sport dilettantistico, nuovi chiarimenti fiscali: cosa cambia per società, lavoratori e volontari

ROMA – Nuovi chiarimenti fiscali per il mondo dello sport dilettantistico. Con la circolare n. 7/E del 7 agosto 2026, l’Agenzia delle Entrate interviene su alcune delle questioni applicative emerse dopo la riforma dello sport, fornendo indicazioni che interessano società e associazioni sportive, lavoratori, collaboratori e volontari.

Uno dei punti centrali riguarda le società sportive dilettantistiche costituite in forma societaria. L’Agenzia conferma la possibilità di accedere alle agevolazioni previste dall’articolo 148, comma 3, del TUIR, ma pone particolare attenzione agli statuti. Per beneficiare del regime fiscale agevolato deve infatti essere rispettato il divieto di distribuire, anche indirettamente, utili, avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale durante la vita dell’ente.

Una questione particolarmente rilevante riguarda poi i rimborsi forfetari riconosciuti ai volontari sportivi. Questi possono essere erogati, alle condizioni previste dalla normativa, entro il limite complessivo di 400 euro mensili. Tuttavia, anche quando non costituiscono reddito fiscalmente rilevante, concorrono al raggiungimento della franchigia dei 15mila euro prevista per i compensi nell’area del dilettantismo. Superata tale soglia, la parte eccedente assume rilevanza fiscale secondo le indicazioni illustrate dalla circolare.

Importante anche il ruolo dell’autocertificazione del lavoratore sportivo, attraverso la quale l’ente può verificare quanta parte della franchigia sia ancora disponibile. Nel contributo viene evidenziata l’opportunità di acquisire tale documentazione in occasione di ogni pagamento, poiché la situazione del lavoratore può modificarsi durante l’anno.

La franchigia fiscale di 15mila euro viene inoltre riconosciuta anche ai lavoratori sportivi subordinati. L’Agenzia chiarisce infatti che l’agevolazione è collegata alla natura dell’attività sportiva svolta e non alla particolare tipologia contrattuale scelta dalle parti. L’eventuale quota eccedente continua invece a essere tassata secondo le regole proprie della categoria reddituale di appartenenza.

Novità favorevoli arrivano anche sul fronte IRAP. L’esclusione prevista per determinate collaborazioni coordinate e continuative nell’area dilettantistica viene estesa alle attività di carattere amministrativo-gestionale svolte in favore degli enti sportivi. Secondo l’analisi contenuta nel documento, questo chiarimento potrebbe consentire agli enti interessati di verificare anche le dichiarazioni IRAP già presentate dal 2023 in avanti ed eventualmente valutare dichiarazioni integrative nei termini previsti.

Sul versante IVA, l’Agenzia ammette inoltre, alle condizioni previste, la possibilità di beneficiare della dispensa dagli obblighi di fatturazione e registrazione per determinate prestazioni sportive esenti. Rimangono comunque alcuni limiti e adempimenti specifici, compresa la preventiva comunicazione all’ufficio.

Diversa la posizione sulle cessioni dei diritti alle prestazioni sportive degli atleti verso società professionistiche. In questo caso l’Agenzia esclude l’esenzione IVA, ritenendo che l’operazione abbia natura economico-finanziaria e che il beneficiario effettivo sia la società professionistica che acquisisce il diritto alle prestazioni dell’atleta.

Infine, dal 23 maggio 2026, è stata ampliata anche alle società sportive dilettantistiche la platea dei soggetti che possono beneficiare, alle condizioni previste, dell’agevolazione relativa a determinati proventi derivanti da attività commerciali connesse agli scopi istituzionali e dalle raccolte pubbliche di fondi.

La circolare 7/E rappresenta dunque un passaggio importante nel percorso di applicazione della riforma dello sport, ma non elimina tutte le criticità. Rimane in particolare il problema del coordinamento tra disciplina civilistica e fiscale della non lucratività, che continua a imporre particolare attenzione agli operatori.

Per associazioni e società sportive diventano quindi centrali la verifica degli statuti, la corretta gestione delle autocertificazioni e dei rimborsi, il controllo delle posizioni IRAP e il riesame del trattamento IVA delle cessioni dei diritti sulle prestazioni sportive. Sono questi alcuni dei principali adempimenti operativi individuati nell’analisi della nuova circolare.