Migranti, Tajani: «Ceuta resta molto preoccupante, valuteremo quando riaprire Schengen»

ROMA – Resta alta l’attenzione del Governo italiano sulla situazione migratoria a Ceuta e sulle conseguenze che la crisi potrebbe determinare anche per gli altri Paesi europei. Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha confermato che l’Italia valuterà la riapertura dei confini Schengen sulla base dell’evoluzione dello scenario, definendo quanto sta accadendo nell’exclave spagnola ancora «molto preoccupante».

La posizione è stata espressa dal titolare della Farnesina nella giornata di ieri, mentre resta aperto il confronto europeo sulla gestione dei flussi migratori e sulle misure adottate dall’Italia in seguito all’aggravarsi della situazione.

Il nodo principale resta Ceuta, territorio spagnolo sulla costa nordafricana diventato nelle ultime settimane uno dei punti maggiormente sensibili sul fronte migratorio. Proprio i timori legati a possibili nuovi ingressi di massa avevano determinato un innalzamento dell’allerta.

Tajani ha chiarito che la decisione sulla riapertura dei confini non sarà dunque automatica, ma dovrà essere valutata alla luce delle condizioni di sicurezza e dell’evoluzione concreta della situazione.

La crisi ha assunto nel frattempo una dimensione pienamente europea, coinvolgendo non soltanto Italia e Spagna ma anche altri Paesi dell’Unione.

Resta infatti aperto anche il confronto con la Germania sulla gestione dei migranti. Berlino punta al trasferimento verso l’Italia di persone per le quali il nostro Paese risulterebbe quello di primo approdo, una prospettiva sulla quale il Governo italiano ha espresso la propria contrarietà.

Il dossier rimane quindi sul tavolo dei tecnici dei due Paesi, mentre Roma continua a sostenere la necessità di una gestione europea dei flussi che tenga conto della particolare esposizione degli Stati collocati lungo le frontiere esterne dell’Unione.

Le prossime giornate saranno decisive per comprendere se la pressione su Ceuta tenderà a diminuire e se potranno quindi maturare le condizioni per una revisione delle misure adottate.

Per il momento la linea indicata da Tajani resta improntata alla prudenza: prima di procedere alla riapertura sarà necessario verificare che i rischi collegati alla crisi migratoria siano effettivamente rientrati.