L’amaro caso dei vaccinati al discount in prima dose Astrazeneca under 60

Roma – Tantissimi gli italiani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca VaxZevria, quando pur essendo raccomandato l’utilizzo sopra ai 60 anni, è stato comunque somministrato a manetta. Perchè trattavasi di una mera indicazione. E mentre in alcune regioni come nel Lazio ad esempio ci si poteva anche permettere di scegliere l’Hub con la marca di somministrazione, in Abruzzo ma come in altre regioni, quel che ti tocca ti prendi.
Di qui la sorte dei vaccinati in prima dose Astrazeneca quale sarà? Parliamo di chi ha meno di 60 anni e sono moltissimi in tutta Italia e che attendevano la seconda dose del medesimo vaccino, che però ora viene addirittura vietata.

Allora viene da chiedersi, la salute di costoro è stata messa a repentaglio? In sostanza queste persone sono in una sorta di limbo e quindi o costrette a fare indigestione di un minestrone di vaccini, o addirittura scegliere motu proprio di rinunciare alla seconda dose.

Cosa che stanno valutando in molti.  Oltre al fatto che ciò costituisce una sorta di sfiducia ulteriore verso questa marca già tanto martoriata. In pratica i pazienti Astrazeneca sono come dei vaccinati al discount, come capita ed ora quali saranno gli effetti di una inoculazione di vaccino diverso dalla prima dose? Pare che si possa fare. Pare però, ma prima dicevano che assolutamente non si poteva cambiare. Ora pare di si. Effetti avversi del minestrone, saranno sicuramente inferiori al rischio di contrarre il covid per il quale poi si profila la terza dose autunnale, e magari a quest categoria di “ignavi senza colpa”, si inoculerà chissà quale altra marca.

Il vaccino, dunque riporta in auge italiani di serie A, B e C ed è meglio terminare qui l’analisi, sperando che tutto ciò non sia realmente frutto di una regia ben organizzata.

Sicuramente ora le dosi di Pfizer e Moderna non basteranno, quindi i tempi per la seconda dose ai poveri vaccinati in prima Astrazeneca, si allungheranno ancora. Il ritorno verso la normalità? Ancora molto lontano, non facciamoci ingannare dalle zone bianche.

 

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