ROMA – L’ennesimo grave episodio di cronaca avvenuto ieri in una scuola media della capitale, dove un’insegnante è stata aggredita all’interno dell’istituto, non rappresenta un fatto isolato, ma un ulteriore sintomo di una ferita profonda che sta lacerando il sistema d’istruzione italiano. Sulla vicenda interviene con decisione Adele Sammarro, Segretaria Generale Nazionale del Sindacato Unifad, chiedendo un cambio di passo immediato al Governo, alle Istituzioni e all’intera comunità sociale.
«Esprimo la più totale solidarietà e vicinanza alla docente colpita e a tutti i colleghi del plesso romano», dichiara Adele Sammarro, Segretaria Generale Nazionale di Unifad. «Non siamo di fronte a una semplice bravata né a un isolato gesto di rabbia giovanile: questo è il risultato di un progressivo sgretolamento del rispetto verso la funzione docente e della figura educativa all’interno della società».
Docenti in prima linea: servono tutele e condizioni di lavoro sicure
Il sindacato Unifad pone l’accento sul contesto lavorativo in cui gli insegnanti e il personale scolastico si trovano a operare ogni giorno. Tra classi sovraffollate, crescenti tensioni sociali e responsabilità sempre maggiori, la professione docente è costretta a farsi carico di disagi sistemici senza disporre dei necessari strumenti protettivi.
«La scuola, osserva Adele Sammarro, non può e non deve trasformarsi in una trincea. I nostri docenti svolgono una missione delicatissima e fondamentale per il futuro del Paese, ma oggi sono lasciati troppo spesso soli ad affrontare situazioni di grave disagio comportamentale ed emotivo. Non è più rinviabile un intervento normativo e strutturale che garantisca concrete tutele legali, psicologiche e di sicurezza sul luogo di lavoro. Insegnare richiede serenità: senza sicurezza, la scuola perde la sua stessa natura».
Ricostruire la cultura del rispetto: il ruolo imprescindibile della famiglia
Per Adele Sammarro, tuttavia, la sola risposta sanzionatoria o di vigilanza non può bastare. L’aspetto educativo della scuola deve ritrovare la sua centralità, ma questo processo non può avvenire a senso unico o in un clima di delega totale da parte della società.
«La scuola non è un parcheggio, né un’azienda erogatrice di servizi verso cui scontrarsi e fare guerra al primo voto negativo. È il luogo della formazione. È il luogo dove si impara ad essere cittadini del domani.
È indispensabile e urgente ripristinare la cultura del rispetto, un valore fondamentale che deve essere seminato prima di tutto all’interno delle mura domestiche e, poi, coltivato nelle aule. I valori dell’educazione, del rispetto e dell’empatia richiedono una solida alleanza tra scuola e famiglia».
Un Patto Educativo vincolante per rifondare la scuola
La Segretaria Generale Nazionale di Unifad, lancia, quindi, un appello accorato per la sottoscrizione di un rinnovato Patto Educativo di Corresponsabilità, che vada oltre la mera formalità burocratica dei moduli firmati a inizio anno.
«Serve una grande alleanza nazionale, replica Adele Sammarro. Le famiglie devono tornare ad essere alleate dei docenti, condividendone le finalità pedagogiche e sostenendoli nel loro ruolo educativo. Le istituzioni scolastiche e le famiglie non devono schierarsi su fronti opposti, ma camminare fianco a fianco. Come Unifad chiederemo al Ministero un tavolo permanente che metta al centro sicurezza per i lavoratori, potenziamento degli organici, presidi psicologici e protocolli operativi di intervento, prima che eventi di questo tipo finiscano per diventare un’amara quotidianità».