ROMA – Alla luce dei dati resi noti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, sulla base del rapporto OCSE Education at a Glance, che certificano come le assenze per malattia dei docenti italiani siano significativamente inferiori, sia alla media OCSE sia a quelle di altri Paesi europei come la Francia, interviene con forza il Segretario Generale Nazionale Unifad, Adele Sammarro.
“I dati ufficiali presentati dal Ministro Valditara confermano in modo inequivocabile ciò che sosteniamo da sempre: il personale docente italiano dimostra uno straordinario attaccamento al lavoro e un profondo senso del dovere, a fronte di condizioni retributive che restano tra le più basse d’Europa”, dichiara il Segretario Generale Nazionale. “Proprio alla luce di questa verità storica e statistica, la permanenza della cosiddetta ‘trattenuta Brunetta’ sui primi dieci giorni di malattia rappresenta un’ingiustizia intollerabile che va cancellata senza indugio.”
La leadership del sindacato, Adele Sammarro, mette in evidenza il paradosso di un sistema che punisce proprio chi già soffre un gap retributivo e normativo rispetto ad altri settori pubblici e privati.
“I nostri insegnanti non godono di alcun privilegio, non ricevono buoni pasto e lavorano con retribuzioni nettamente inferiori ai colleghi europei”, incalza il Segretario Generale Nazionale, Sammarro. “Decurtare lo stipendio a chi si assenta per malattia o per effettuare visite specialistiche è un accanimento ingiustificato verso una categoria fondamentale per il Paese. Se persino le rilevazioni internazionali dimostrano che l’assenteismo nella scuola è un falso mito, il Governo ha il dovere morale e politico di rivedere la norma del 2008.”
Il sindacato annuncia che porterà la questione all’attenzione delle sedi istituzionali e dei prossimi tavoli di confronto ministeriali.
“Non si può continuare a fare cassa sulla salute dei lavoratori e sulle spalle di chi è già penalizzato”, conclude Adele Sammarro. “Chiediamo al Governo un segnale concreto di rispetto e di dignità per la classe docente: restituire equità sul trattamento di malattia è il primo, fondamentale passo.”