ROMA – Bollette, affitti, alimentari, trasporti e spese sanitarie assorbono una quota crescente dei bilanci familiari, riducendo la capacità di affrontare gli imprevisti. È l’allarme lanciato da Federcontribuenti, che chiede a Governo e istituzioni interventi coordinati per sostenere il potere d’acquisto, alleggerire le spese essenziali e prevenire l’indebitamento.
Secondo l’associazione, l’aumento del costo della vita e la stagnazione dei redditi stanno costringendo molte famiglie a ridurre i consumi, rinviare acquisti importanti e utilizzare i risparmi accumulati negli anni. Una pressione che riguarda soprattutto i nuclei con redditi bassi e medi, meno attrezzati per assorbire ulteriori rincari.
«Non possiamo ignorare le difficoltà quotidiane di chi lavora, percepisce una pensione o vive con un reddito che non riesce più a garantire una vita economicamente serena», dichiara Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti.
Il nodo, sottolinea Paccagnella, è il peso delle uscite indispensabili rispetto alle risorse disponibili. Quando le necessità quotidiane assorbono gran parte delle entrate, anche un imprevisto ordinario può diventare difficile da sostenere. «Il rischio è che una condizione di fragilità economica si trasformi progressivamente in povertà», avverte il presidente.
Federcontribuenti richiama inoltre le incertezze legate alle crisi internazionali e ai conflitti, evidenziandone le possibili ripercussioni sui prezzi energetici, sulle forniture e sui costi di produzione. Fattori che, secondo l’associazione, possono aggravare le difficoltà di chi dispone già di margini economici limitati.
La richiesta è di intervenire prima che il disagio si trasformi in emergenza. Tra le priorità indicate figurano il sostegno ai redditi, il contrasto al caro energia, una maggiore accessibilità dei servizi essenziali e la tutela delle famiglie più esposte.
«È necessario che le istituzioni mettano al centro l’economia reale e le condizioni di vita delle persone», conclude Paccagnella, sollecitando politiche capaci di proteggere i bilanci domestici e contenere il rischio di un progressivo ricorso al debito.