Spazio, potere e informazione: a Roma il confronto sulla nuova geopolitica orbitale

ROMA – Comprendere come satelliti, dati e intelligenza artificiale incidano su sicurezza, economia e informazione: è stato il tema del corso “Controllare lo spazio per governare la Terra: spazio, potere e informazione nel nuovo ordine globale”, ospitato nella Sala Pomarancio del Centro Studi Americani.

L’iniziativa, raccontata nel comunicato diffuso il 17 ottobre, ha avuto l’impianto scientifico dell’Institute of Future and Innovation Studies della John Cabot University ed è stata co-organizzata con l’associazione PIUE nell’ambito del Festival della Diplomazia, con il coinvolgimento dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio.

Il presidente dell’Ordine Guido D’Ubaldo ha richiamato la necessità di rafforzare le competenze tecnologiche e geopolitiche dei giornalisti. Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani, e Carlo Felice Corsetti, presidente PIUE e segretario del Consiglio territoriale di disciplina dell’ODG Lazio, hanno affrontato il rapporto tra spazio, conflitti ibridi e manipolazione informativa.

Francesco Lapenta, direttore dell’Institute of Future and Innovation Studies, ha approfondito l’interdipendenza tra satelliti, comunicazioni, finanza, logistica e difesa e il modo in cui i dati vengono selezionati e interpretati.

Giorgio Bartolomucci, fondatore e segretario generale di Diplomacy, ha richiamato il ruolo della diplomazia spaziale. Alfonso Giordano e Gianluca Casagrande hanno analizzato il legame tra mappe, telerilevamento e relazioni di potere.

Sul versante industriale sono intervenuti Ezio Bussoletti, presidente di e-GEOS, e Mariangela Dejana di D-Orbit Group. Corrado Giustozzi del direttivo CLUSIT ha affrontato le vulnerabilità informatiche delle reti satellitari, mentre l’analista Vittorio Calaprice ha illustrato le politiche europee per comunicazioni sicure e sovranità digitale.

Gli interventi di Frediano Finucci e Matteo Pedditzi hanno riportato il confronto alla responsabilità dell’informazione: analizzare la competizione sui sistemi spaziali e spiegare ai cittadini le sue ricadute sulla vita quotidiana.