Piazza Navona, Nettuno e il mare nel cuore di Roma: una fontana che attraversa i secoli

ROMA – Nettuno affronta una piovra tra cavalli marini, figure mitologiche e giochi d’acqua: all’estremità settentrionale di piazza Navona, la fontana dedicata al dio del mare custodisce una storia iniziata nel Cinquecento e completata, nella sua decorazione scultorea, nell’Ottocento. Un incontro tra epoche che contribuisce alla ricchezza artistica della piazza.

La sua origine risale al 1574, quando papa Gregorio XIII commissionò a Giacomo della Porta le due fontane poste ai lati dello spazio urbano. Quella settentrionale era conosciuta come Fontana dei Calderari, dal nome degli artigiani che lavoravano e vendevano recipienti in rame nelle vicinanze.

Per lungo tempo il bacino rimase privo dell’apparato figurativo che oggi ne caratterizza l’immagine. La svolta arrivò con il concorso bandito dal Comune di Roma nel 1873: ad Antonio Della Bitta fu affidato il Nettuno in lotta con la piovra, mentre Gregorio Zappalà realizzò i gruppi con nereidi, cavalli marini, putti e delfini.

Il risultato è una scena animata, nella quale la tensione del protagonista dialoga con il movimento delle creature circostanti. Fermarsi davanti alla fontana significa riconoscere anche questa dimensione di Roma: una città che ha continuato ad aggiungere bellezza ai propri luoghi attraverso i secoli.