Intelligenza artificiale e prove false, allo Jemolo un percorso per investigatori e difensori

ROMA – Audio clonati, video manipolati e immagini di eventi mai avvenuti: la capacità dell’intelligenza artificiale di produrre contenuti verosimili pone nuove sfide alla verifica dei materiali utilizzati nelle indagini e nel processo penale. A questi temi si collega il corso di alta formazione “Arte Investigativa e Strategie Difensive”, promosso dall’Istituto regionale di studi giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo” e in corso a Roma.

Il percorso, articolato in 82 ore, affianca strumenti teorici e attività pratiche. Il programma mette in relazione investigazione, scienze forensi, investigazioni difensive informatiche e formazione e valutazione della prova, con attenzione al contraddittorio, al diritto di difesa e al rapporto tra ricostruzione dei fatti e verità processuale.

Al centro del problema c’è la possibilità di ricostruire l’origine di un file, le modalità di acquisizione, le eventuali trasformazioni e i riscontri che ne sostengono l’attendibilità. Una registrazione convincente o una fotografia apparentemente inequivocabile possono esercitare una forte influenza: proprio per questo, sottolinea l’Istituto, l’analisi richiede metodo e controlli documentabili.

La diffusione dei contenuti sintetici apre anche una difficoltà speculare: la possibilità di fabbricare falsi può diventare un argomento per screditare materiali autentici. La formazione proposta punta quindi a rafforzare le competenze necessarie per esaminare criticamente le evidenze, senza attribuire agli strumenti automatici una capacità definitiva di stabilirne l’autenticità.

«Una prova falsa può compromettere la vita di una persona. E quando un falso diventa difficile da riconoscere, la qualità dell’indagine e della difesa assume un valore ancora maggiore», osserva il generale dei Carabinieri Luigi Cortellessa, commissario straordinario dell’Istituto Jemolo.

Cortellessa richiama la necessità di verificare anche gli strumenti tecnologici impiegati nell’analisi e di confrontare ogni contenuto con altri elementi. Nella sua riflessione, la preparazione dei professionisti contribuisce a tutelare insieme l’accertamento dei fatti, il diritto di difesa e la fiducia nella giustizia.

Il programma comprende anche il giornalismo investigativo e il rapporto con le fonti, con riferimento alla responsabilità di chi racconta la cronaca quando immagini e registrazioni possono raggiungere il pubblico prima di una verifica.

Le lezioni si svolgono in presenza presso l’Istituto, il martedì dalle 14.30 alle 17.30. Secondo le informazioni diffuse dagli organizzatori, è possibile iscriversi anche ai singoli seminari e sono previsti due crediti formativi per ogni giornata per gli avvocati partecipanti. Informazioni all’indirizzo didattica@jemolo.it.