E’ morta Emma Bonino, addio alla storica leader radicale e instancabile voce dei diritti civili

ROMA – È morta all’età di 78 anni Emma Bonino, fondatrice e presidente di +Europa, storica esponente del Partito Radicale e protagonista per oltre mezzo secolo della vita politica italiana ed europea. Era ricoverata dal 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma in seguito a una grave insufficienza respiratoria.

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Bonino aveva legato il proprio nome ad alcune delle più importanti battaglie civili e politiche del Paese. Eletta per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1976, aveva condiviso con Marco Pannella una lunga stagione di mobilitazioni radicali, diventando un simbolo delle campagne per la libertà individuale, i diritti delle donne, l’interruzione volontaria di gravidanza, la lotta contro la pena di morte e la difesa delle persone più vulnerabili.

La sua attività aveva presto superato i confini nazionali. Eletta più volte al Parlamento europeo, dal 1995 al 1999 aveva ricoperto l’incarico di commissaria europea, occupandosi, tra le altre materie, di aiuti umanitari, pesca, tutela dei consumatori e sicurezza alimentare.

Nel corso della sua lunga carriera istituzionale era stata ministra per il Commercio internazionale e per le Politiche europee nel secondo governo Prodi, vicepresidente del Senato e ministra degli Affari Esteri nel governo guidato da Enrico Letta, dal 2013 al 2014.

Convinta europeista e sostenitrice degli Stati Uniti d’Europa, aveva portato avanti numerose campagne internazionali per la democrazia, la giustizia e i diritti umani. Particolarmente intenso era stato il suo impegno contro le mutilazioni genitali femminili, in favore delle donne afghane e per l’istituzione della Corte penale internazionale.

Nel 2015 aveva annunciato pubblicamente di essere stata colpita da un tumore al polmone, affrontando la malattia con determinazione e continuando la propria attività politica. Negli anni successivi aveva attraversato altri momenti difficili legati alla salute, senza tuttavia rinunciare alle sue iniziative pubbliche.

Il nuovo ricovero era avvenuto nel pomeriggio del 7 settembre, quando era stata trasportata in codice rosso al Santo Spirito a causa di un’insufficienza respiratoria. Le sue condizioni erano state definite gravi, pur rimanendo inizialmente vigile. La notizia della morte è stata confermata questa mattina.

Con Emma Bonino scompare una delle figure più riconoscibili e combattive della politica italiana, capace di suscitare confronto e divisioni, ma anche di lasciare un segno profondo nella storia delle libertà civili, dell’europeismo e della tutela dei diritti umani.