Circa tre milioni di persone in Italia convivono con la dermatite atopica, una patologia infiammatoria cronica della pelle capace di incidere pesantemente sul sonno, sulle relazioni sociali e sul benessere psicologico. Nonostante la sua diffusione e il forte impatto sulla qualità della vita, persistono gravi disparità regionali nell’accesso alle cure e manca ancora uno specifico codice di esenzione.
A richiamare l’attenzione sul problema è Apiafco, l’Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza, in occasione della Giornata mondiale della dermatite atopica, che ricorre oggi , lunedì 14 settembre.
Secondo i dati diffusi dall’associazione, la malattia colpisce l’8,1 per cento della popolazione adulta e il 16,5 per cento di quella infantile. Non è contagiosa, compare spesso durante l’infanzia ed è caratterizzata da un’alterazione della barriera cutanea che provoca secchezza marcata, arrossamenti e prurito intenso.
La dermatite atopica è legata a una predisposizione genetica e a una particolare reattività del sistema immunitario nei confronti di sostanze comunemente presenti nell’ambiente. Può inoltre associarsi a rinocongiuntiviti, patologie bronchiali e altre manifestazioni allergiche.
Il suo andamento è ciclico, con periodi di miglioramento alternati a riacutizzazioni. Pur non essendo possibile una guarigione definitiva, negli ultimi anni sono aumentate le opportunità terapeutiche. Accanto ai trattamenti topici e alla fototerapia sono oggi disponibili farmaci biologici e Jak inibitori, capaci di intervenire su specifici meccanismi della risposta infiammatoria.
«Dobbiamo dimenticarci che queste macchioline rosse siano soltanto un problema estetico», ha sottolineato la presidente di Apiafco, Valeria Corazza. La dermatite atopica, infatti, può diventare «altamente invalidante»: il prurito persistente interferisce con il riposo notturno, la vita sociale e l’equilibrio psicologico di adulti e bambini.
A rendere ancora più complessa la situazione è la mancata inclusione delle forme severe della malattia nei Livelli essenziali di assistenza. L’assenza di uno specifico codice di esenzione costringe molti pazienti e le loro famiglie a sostenere direttamente i costi delle creme, delle medicazioni e degli altri prodotti necessari. A ciò si aggiungono la distribuzione non uniforme dei centri specializzati, la carenza di percorsi diagnostici dedicati e le lunghe liste d’attesa presenti in numerose regioni.
A raccontare il peso quotidiano della patologia è Federica, madre di due bambini di sette e tre anni, entrambi colpiti già nei primi mesi di vita. La gestione della malattia è entrata a far parte della quotidianità familiare: applicazione costante delle creme, attenzione alla temperatura dell’acqua, scelta degli indumenti e numerosi altri accorgimenti per ridurre il fastidio.
La difficoltà maggiore resta il prurito, soprattutto durante la notte, con frequenti risvegli e conseguenze sul riposo di tutta la famiglia. A questo si aggiunge la necessità di spiegare agli altri la natura delle lesioni cutanee, talvolta erroneamente scambiate per graffi o conseguenze di cadute.
Secondo le stime dell’Equity Group Malattie croniche della pelle, elaborate con Apiafco, circa 15 milioni di italiani – un quarto della popolazione – soffrono di una malattia cutanea, mentre sei milioni convivono con una patologia infiammatoria cronica. Tra le più diffuse figurano, oltre alla dermatite atopica, la psoriasi, l’artrite psoriasica, la vitiligine e l’eczema cronico delle mani.
L’associazione chiede che queste patologie ottengano pieno riconoscimento nelle politiche sanitarie e nel Piano nazionale della cronicità, con percorsi diagnostico-terapeutici omogenei e un accesso equo alle cure in tutte le regioni.
I temi saranno approfonditi domani nel webinar “Dermatite atopica. Diamo voce alla tua pelle”, organizzato per la Giornata mondiale. All’incontro, trasmesso in diretta Facebook dalle ore 18, parteciperanno la presidente Valeria Corazza e Maria Concetta Fargnoli, direttrice scientifica dell’Istituto dermatologico San Gallicano Irccs di Roma.