Povertà educativa, alla Camera l’Atlante dinamico per individuare i bisogni dei territori

futuri Probabili e Fondazione CDP mettono a confronto chi finanzia e chi realizza gli interventi. La piattaforma sviluppata da Massimiliano Nicolini trasforma oltre 2.000 banche dati in una lettura capillare dei bisogni sociali.

ROMA – Individuare dove la povertà educativa si manifesta con maggiore intensità e progettare interventi capaci di raggiungere chi ne ha bisogno. È stato questo il tema dell’incontro del 21 settembre alla Camera dei deputati, promosso dall’Associazione Futuri Probabili – per la Formazione del Capitale Umano in collaborazione con Fondazione CDP.

Al centro del confronto, l’Atlante dinamico della povertà educativa, una piattaforma digitale sviluppata da Massimiliano Nicolini per Futuri Probabili e messa a disposizione pro bono. Lo strumento integra oltre 2.000 banche dati per offrire una lettura dei bisogni sociali che possa arrivare alla scala dei municipi e dei quartieri. Ai lavori hanno partecipato Luciano Violante, presidente di Futuri Probabili, Francesca Sofia, direttrice generale di Fondazione CDP, e lo stesso Nicolini, direttore del Dipartimento Ricerca e Sviluppo della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca.

La povertà educativa comprende fattori diversi dall’abbandono scolastico o dalle difficoltà nelle competenze di base. Può riguardare l’accesso a biblioteche, spazi culturali e sportivi, la possibilità di raggiungere i servizi e le occasioni offerte a bambini e ragazzi per sviluppare capacità e interessi. Condizioni che possono variare sensibilmente anche tra quartieri della stessa città e che una media generale rischia di nascondere.

L’Atlante nasce per rendere confrontabili informazioni provenienti da fonti differenti e aiutare enti finanziatori e organizzazioni a definire le priorità. I dati possono indicare dove approfondire un problema e descrivere le condizioni di partenza di un progetto. Per trasformarli in interventi utili, resta essenziale il confronto con scuole, operatori, enti locali e persone che conoscono direttamente il territorio.

L’incontro ha riunito chi è chiamato ad assegnare risorse e chi realizza i progetti nelle comunità. Una conoscenza più precisa dei bisogni può aiutare entrambi a formulare obiettivi verificabili, scegliere dove intervenire e valutare i risultati ottenuti. È questa la funzione proposta per l’Atlante: offrire una base comune di informazioni a sostegno delle decisioni e dell’azione sul campo.