L’avviso di accertamento intestato a una società in accomandita semplice cancellata dal Registro delle imprese resta valido ed efficace se viene notificato agli ex soci nella loro qualità di successori. Lo ha stabilito la Cassazione con l’ordinanza n. 26634 del 2026, precisando che in queste condizioni l’Agenzia delle Entrate può notificare lo stesso atto agli ex soci senza emetterne altri a loro nome.
Il caso riguardava un accertamento emesso dopo la cancellazione della società. I due ex soci avevano contestato l’avviso perché intestato a un ente ormai estinto. La Commissione tributaria regionale della Campania aveva accolto la loro tesi. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.
Nel caso esaminato, l’avviso indicava espressamente che la società era estinta e individuava entrambi gli ex soci come destinatari. Per la Corte, da questi elementi risultava che la notifica era rivolta ai soci come successori della società.
Con la cancellazione si estingue la società, mentre le obbligazioni rimaste aperte si trasferiscono ai soci. I limiti entro cui ciascuno risponde dei debiti dipendono dal regime di responsabilità che gli si applicava quando la società era ancora in attività.