Legge di Bilancio 2027, Federcontribuenti: «Rinviati quasi 2 miliardi per la sicurezza del territorio»

ROMA, 5 NOVEMBRE – Federcontribuenti esprime forte preoccupazione per le scelte contenute nella Legge di Bilancio 2027. Rinviare al periodo 2030-2032 quasi 2 miliardi di euro destinati alla prevenzione delle calamità naturali, alla sicurezza del territorio, al soccorso pubblico e alla ricostruzione significa scaricare sul futuro un problema che esiste già oggi. Una bella commemorazione del governo ai 60 anni dell’alluvione di Firenze. È quanto esprime in una nota il Comitato Direttivo di Federcontribuenti.

«I numeri parlano chiaro: 725 milioni in meno nel 2027, 536 nel 2028 e 673 nel 2029. Complessivamente 1,93 miliardi di risorse sottratte alla programmazione del prossimo triennio. Una scelta – scrive l’associazione – che riguarda direttamente la sicurezza delle famiglie, delle imprese e delle comunità locali. Vengono rinviati interventi per la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico, risorse per i Vigili del Fuoco, opere infrastrutturali e finanziamenti legati anche alla salvaguardia di Venezia e al Mose».

Per Federcontribuenti «è difficile comprendere la logica di una manovra che, mentre il territorio italiano continua a essere esposto a terremoti, alluvioni e dissesto idrogeologico, decide di posticipare proprio gli investimenti necessari a prevenire i danni. Il risparmio di oggi rischia di trasformarsi in un costo enormemente più alto domani. Perché ricostruire dopo una calamità costa molto più che prevenire. E a pagare il conto, come sempre, saranno cittadini e contribuenti».

A parere di Federcontribuenti «le risorse vengono liberate per finanziare altre misure della manovra, dagli sgravi fiscali agli incentivi, fino alle agevolazioni e ai nuovi stanziamenti per la sanità. Ma la sicurezza del territorio non può diventare una voce di bilancio da rinviare quando servono coperture finanziarie».

Federcontribuenti chiede al Governo di rivedere queste scelte e di garantire che prevenzione, protezione civile e sicurezza del territorio siano considerate priorità non negoziabili. «Un Paese che risparmia sulla prevenzione non risparmia: accumula debiti, rischi e danni che prima o poi presenterà ai cittadini sotto forma di nuove emergenze. Fare cassa sulle disgrazie – conclude la nota – anche solo potenziali, non è una politica di bilancio responsabile».