CARO-VITA E FUGA DALLE CATTEDRE AL NORD: L’INTERVISTA AD ADELE SAMMARRO (ITALIA DEL MERIDIONE)

«Un’indennità per chi lavora fuori sede e affitti calmierati: così salviamo la scuola pubblica»

 

Roma-Il fenomeno delle rinunce al ruolo da parte dei docenti del Sud destinati al Settentrione sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza nazionale. Tra rincari degli affitti, costo della vita insostenibile e trasporti alle stelle, la stabilità lavorativa non basta più a compensare il rischio di impoverimento. Ne parliamo con Adele Sammarro, Coordinatore del Dipartimento Istruzione e Merito di Italia del Meridione (IdM).

Professoressa Sammarro, sempre più vincitori di concorso del Mezzogiorno rinunciano al ruolo al Nord per rimanere a fare i precari al Sud. Cosa sta succedendo?

«Siamo di fronte a un puro problema di sopravvivenza economica. Un docente neoassunto percepisce una retribuzione d’ingresso di circa 1.300-1.400 euro netti al mese. Nelle principali città del Settentrione, l’affitto di una singola stanza o di un bilocale arriva ad assorbire oltre il 70% di questo stipendio. Se aggiungiamo le utenze, la spesa quotidiana e i costi per i biglietti aerei o ferroviari per rivedere la propria famiglia, il saldo è negativo. Molti docenti scelgono di rinunciare al ruolo e restare al Sud come supplenti non per mancanza di vocazione, ma perché non possono permettersi di lavorare sotto la soglia di sussistenza.»

Quali sono le conseguenze dirette di questa situazione sul sistema scolastico?

«È un danno enorme. Al Nord le cattedre restano vuote, le scuole sono costrette a ricorrere a continui scorrimenti di graduatoria e gli studenti perdono la continuità didattica prima ancora di iniziare l’anno. Al Sud, invece, continuiamo a perpetuare la piaga del precariato storico, costringendo professionisti qualificati a rimanere nell’incertezza, pur di non finire sul lastrico lontano da casa.»

Quali sono le proposte concrete di Italia del Meridione per uscire da questo stallo?

«Servono misure incisive e una forte sinergia tra Ministero dell’Istruzione, Enti Locali e Ministero dei Trasporti. Nello specifico, proponiamo quattro pilastri fondamentali:»

  • Indennità di Sede Disagiata / Fuori Sede: Ripristinare un contributo economico perequativo per chi lavora lontano dal proprio domicilio in aree ad alto costo della vita, per riequilibrare il effettivo potere d’acquisto.
  • Piano Casa per la Scuola: Protocolli d’intesa con i Comuni per destinare immobili pubblici o convitti a foresterie con canoni calmierati riservati al personale scolastico.
  • Continuità Territoriale e Agevolazioni Trasporti: Tariffe bloccate e fortemente scontate su treni e aerei per garantire il diritto alla mobilità dei lavoratori.
  • Revisione dei Vincoli e Sblocco Organici: Rendere più flessibile la mobilità in presenza di comprovati disagi economici e trasformare i posti in deroga sul sostegno al Sud in organico di diritto per riassorbire il precariato locale.

Un messaggio finale per le istituzioni?

«La scuola è il motore del Paese. Lasciare che la formazione dei nostri giovani sia condizionata dalle speculazioni immobiliari o dal costo dei voli significa svalutare la funzione sociale dell’insegnamento. Come Italia del Meridione chiediamo un tavolo istituzionale urgente: difendere la dignità economica dei docenti significa difendere il futuro della scuola pubblica.»

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