Roma – Gli automobilisti proprietari di veicoli interessati dalla campagna di richiamo degli airbag modello Takata potrebbero non riuscire a effettuare la revisione periodica se la sostituzione del dispositivo di sicurezza non è stata ancora eseguita.
Dal 15 settembre 2026 sono stati attivati gli ostativi informatici collegati ai numeri di telaio inseriti negli elenchi trasmessi dalle case automobilistiche. Quando il centro revisioni acquisisce i dati del mezzo, il sistema centrale della Motorizzazione verifica la presenza di eventuali richiami non completati e, in caso di segnalazione, impedisce di proseguire con l’operazione.
Il blocco non viene quindi deciso dall’ispettore o dall’officina e non può essere rimosso autonomamente dal centro revisioni. L’automobilista dovrà rivolgersi alla casa costruttrice o alla rete di assistenza autorizzata, effettuare gratuitamente l’intervento previsto dalla campagna di richiamo e attendere l’aggiornamento della banca dati. Soltanto dopo la comunicazione dell’avvenuta sostituzione sarà possibile tornare al centro e completare la revisione.
La misura deriva dal decreto direttoriale numero 229 del 2 luglio 2026 e dalle successive indicazioni operative del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Secondo i dati riportati dall’Osservatorio Formek, in Italia sarebbero ancora coinvolti circa 1,25 milioni di veicoli.
Il problema riguarda il dispositivo utilizzato per gonfiare l’airbag. In alcuni modelli Takata il propellente, deteriorandosi nel tempo e in determinate condizioni ambientali, può produrre una pressione eccessiva al momento dell’attivazione. Nei casi più gravi, l’involucro metallico può rompersi e proiettare frammenti nell’abitacolo, mettendo seriamente in pericolo conducente e passeggeri.
Particolare attenzione deve essere riservata ai veicoli classificati “Stop Drive”: in questi casi l’indicazione è di interrompere immediatamente l’utilizzo dell’automobile e contattare la rete ufficiale del costruttore. Rimane invece da definire con assoluta chiarezza se l’ostativo alla revisione riguardi indistintamente tutti i richiami Takata ancora pendenti oppure soltanto le situazioni considerate più rischiose.
Per evitare di scoprire il problema a pochi giorni dalla scadenza della revisione, è consigliabile verificare preventivamente la posizione del proprio veicolo attraverso il numero di telaio, contattando una concessionaria o il servizio clienti della casa automobilistica. L’intervento previsto dalla campagna di richiamo non comporta costi per il proprietario.