Industria cartaria, UGL Chimici: «Costi energetici insostenibili, Governo ed Europa intervengano»

ROMA – Interventi urgenti sul costo dell’energia e un tavolo di crisi per difendere produzione e occupazione nell’industria cartaria italiana. È l’appello della UGL Chimici, che insieme ad Assocarta e alle altre organizzazioni sindacali ha inviato un documento congiunto al Governo e alle istituzioni europee. Secondo l’allarme riportato dal sindacato, il 44% degli impianti nazionali sarebbe a rischio di fermata o di ricorso agli ammortizzatori sociali.

Alla base delle difficoltà vengono indicati il rincaro dell’energia, la contrazione della domanda e la pressione delle importazioni asiatiche, che secondo il comunicato sono cresciute di oltre il 31% nella prima metà dell’anno.

«Difendere l’industria cartaria italiana significa tutelare lavoro, competitività e futuro della filiera», sottolinea Enzo Valente, segretario nazionale UGL Chimici Carta e Stampa. «Servono interventi immediati del Governo e dell’UE sul costo dell’energia per garantire la continuità produttiva e salvaguardare l’occupazione. La transizione energetica deve essere sostenibile anche economicamente e socialmente, senza penalizzare imprese e lavoratori».

Il sindacato segnala una forte crescita del prezzo del gas nel corso del 2026 e stima che la bolletta energetica del comparto possa raggiungere 1,3 miliardi di euro, con un’incidenza sul fatturato superiore al 20%. Tra le ricadute prospettate figurano 7 milioni di ore di cassa integrazione nell’anno, corrispondenti a circa 58 milioni di euro a carico dell’INPS.

Nel quadro delineato dalla UGL Chimici, l’industria cartaria conta 8 milioni di tonnellate di produzione annua, 8 miliardi di fatturato e 18.700 addetti diretti in 151 cartiere. Considerando l’intera filiera, i valori indicati superano i 26 miliardi di euro e raggiungono 162 mila lavoratori.

Il comunicato richiama anche il ruolo del settore nell’economia circolare, riportando un tasso di riciclo della carta del 66,3% e un riciclo dell’acqua del 99%. Accanto ai rincari energetici, viene segnalato il peso del sistema europeo di scambio delle quote di emissione ETS, stimato in 215 milioni di euro annui.

Le richieste rivolte al Governo comprendono un calmiere urgente sul prezzo del gas attraverso l’utilizzo dell’extragettito IVA, la piena attuazione del decreto Bollette e l’avvio della Gas Release per le imprese energivore.

Sul piano europeo, le organizzazioni sollecitano il congelamento delle modifiche del sistema ETS ritenute penalizzanti, il reinvestimento dei proventi delle aste nella decarbonizzazione industriale e lo sblocco delle compensazioni per i costi indiretti. La richiesta di un tavolo istituzionale punta a individuare risposte strutturali per la continuità produttiva e la tutela dei lavoratori.