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Di Maio, è lui il vero abolito del momento? Salvini: “solo elezioni, nessun governo alternativo al nostro”

Al via l'iter procedurale della crisi di governo. Il M5s cerca di trattare con il PD

Roma – E’ stata formalizzata la richiesta di sfiducia al premier Conte. La lega dunque fa seguire i fatti ad un epilogo annunciato. Si sapeva del resto che la Tav, era un tassello molto più scorzoso di tutti gli altri. Ma le posizioni Di Maio non hanno incantato nè l’opinione pubblica nè l’imprenditoria tantomeno la politica. Probabilmente Di Maio è il vero flop. Come accadde per Renzi. Sono casi questi in cui si personalizza una azione politica. Il Di Maio, saccente, arrogante fino al parossismo si è comportato in maniera tale da rimanere antipatico quasi anche a se stesso. Quel giustizialismo non piace alla sinistra, alla Lega, a nessuno. Non è arrivato Cacino. Non per questo bisogna dunque gettare al fuoco il M5S, che fa le spese di un leader sbagliato,  come accaduto al PD. Tanto è vero che il PD dopo l’uscita di Renzi si è ripreso, e l’elettorato, in generale, sta tornando nei propri alvei di provenienza. L’incanto della contestazione dimaiana una volta al governo non ha prodotto minimamente i risultati sperati. Ed il connubbio con un vice premier che è riuscito comunque ad affascinare pur stando al governo, non va. Non è mai andato. I pentastellati probabilmente non sono da alleanza poichè hanno una connotazione atipica a livello politico. Sono un movimento partitico di contestazione e non di governo. Tant’è. Poi bene l’inizio, ma il prosieguo non è certo esilarante dopo che hanno accolto nelle loro fila vecchi tromboni in cerca di salario in quiescenza. Abolire tutto per non abolire nulla dunque? Ora l’abolito è Di Maio?

Questo il testo della mozione presentata in Senato:

“Il Senato, premesso che: l’esame in aula delle mozioni riguardanti la Tav ha sugellato una situazione di forti differenze di vedute, tra le due forze di maggioranza, su un tema fondamentale per la crescita del paese come lo sviluppo delle infrastrutture; tenuto conto che: il Presidente del Consiglio non era presente in aula, nel momento delle votazioni sulle citate mozioni, per ribadire l’indirizzo favorevole alla realizzazione dell’opera che egli stesso aveva dichiarato pochi giorni prima nell’altro ramo del Parlamento e si è verificata la situazione paradossale che ha visto due membri del governo presenti esprimere due pareri contrastanti; preso atto che: le stesse divergenze si sono registrate su altri temi prioritari dell’agenda di governo quali la giustizia, l’autonomia e le misure della prossima manovra economica; visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 161 del Regolamento del Senato della Repubblica, esprime la propria sfiducia al Governo presieduto dal Prof. Giuseppe Conte”. Questo il testo della mozione di sfiducia al premier da parte della Lega. La mozione e’ stata appena presentata a prima firma del capogruppo leghista Massimiliano Romeo.

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