Formazione o Turnazione? Il “caso” dei docenti precettati nonostante il seminario UNIFAD
Grande affluenza e attenzione per i temi trattati

COSENZA – Si è concluso ieri il seminario formativo organizzato dal sindacato UNIFAD sulla prevenzione del mobbing e delle aggressioni a scuola, che ha registrato una grandissima partecipazione, ma a far discutere non sono solo i temi trattati, bensì le modalità con cui alcuni Dirigenti Scolastici hanno gestito la partecipazione del personale.
Secondo diverse segnalazioni, infatti, alcuni docenti sarebbero stati obbligati a svolgere le prime ore di lezione prima di potersi recare al seminario, trasformando di fatto un diritto alla formazione in una sorta di “permesso breve” concesso a discrezione del preside. Un episodio che riaccende il dibattito sullo squilibrio di potere introdotto dall’autonomia scolastica e sul progressivo indebolimento della figura del docente.
Cosa dice la legge: il CCNL non lascia spazio a interpretazioni
La normativa in materia è chiara e non prevede “mezze misure”. Il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro)del comparto scuola, stabilisce che la formazione è un diritto-dovere del personale.
Nello specifico, l’Art. 36 del CCNL vigente prevede che:
- I docenti hanno diritto a 5 giorni di esonero dal servizio per anno scolastico per partecipare a iniziative di formazione con l’esonero dalle lezioni.
- La partecipazione a corsi di formazione organizzati da soggetti qualificati o accreditati comporta il diritto all’intero esonero, non a una frazione di esso.
L’imposizione di recarsi a scuola per le prime ore di lezione prima di un seminario, non solo è una forzatura organizzativa, ma appare come una violazione del diritto alla giornata di formazione.
Se il docente decide di avvalersi di uno dei 5 giorni previsti, come previsto nel comma 8, la sua assenza è giustificata per l’intera giornata lavorativa, indipendentemente dall’orario specifico di inizio del seminario, l’assenza copre l’intera giornata lavorativa, inclusi eventuali impegni pomeridiani come attività funzionali all’insegnamento o alla programmazione.
Il “nodo” dell’Autonomia Scolastica
L’episodio solleva una questione politica e sindacale profonda: il ruolo dei Dirigenti Scolastici. Se da un lato l’autonomia dovrebbe servire a migliorare l’efficienza delle scuole, dall’altro sembra aver conferito ai “manager della scuola” poteri che talvolta sfociano nella prepotenza amministrativa.
“Il dirigente non può esercitare alcun diniego né tantomeno imporre la presenza a scuola per poche ore se il docente ha regolarmente comunicato la partecipazione a un evento formativo riconosciuto”, spiegano alcuni delegati sindacali UNIFAD.
Imporre le prime ore di lezione significa, di fatto, negare la natura stessa della “giornata di formazione”, riducendo il docente a un mero ingranaggio della turnazione oraria piuttosto che riconoscerlo come un professionista che necessita di aggiornamento costante.
Un ruolo da difendere
Mentre il seminario UNIFAD si occupava proprio di tutela del benessere e gestione dei conflitti, la realtà dei fatti ha dimostrato quanto lavoro ci sia ancora da fare per garantire la sicurezza relazionale degli insegnanti non solo nei confronti degli utenti esterni, ma anche all’interno della gerarchia scolastica.
Il rischio è che, continuando a erodere questi diritti con pratiche burocratiche vessatorie, il ruolo del docente venga definitivamente svuotato della sua dignità professionale, lasciando spazio a un modello scolastico autoritario che mal si concilia con la libertà di insegnamento e il diritto all’aggiornamento.

