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Roma, Villa Helene: la casa-museo dove arte e utopia raccontano il sogno di Hendrik Christian Andersen

ROMA – Nel cuore di Roma, poco distante da Porta del Popolo, esiste una dimora capace di custodire non soltanto centinaia di opere d’arte, ma il grande sogno utopico di un uomo che immaginava una città universale fondata sull’incontro tra popoli, cultura, scienza e conoscenza. È Villa Helene, oggi Casa Museo Hendrik Christian Andersen, uno dei luoghi culturali più particolari e forse meno conosciuti della Capitale.

La palazzina, situata in via Pasquale Stanislao Mancini 20, fu costruita tra il 1922 e il 1925 su disegno dello stesso Hendrik Christian Andersen, scultore e pittore nato a Bergen nel 1872, naturalizzato statunitense e vissuto a Roma dalla fine dell’Ottocento fino alla morte, avvenuta nel 1940. L’edificio venne concepito come una vera casa-studio, con ampi spazi necessari alla realizzazione delle monumentali opere dell’artista.

Già l’ingresso racconta una storia intima. Sul portone campeggia infatti in mosaico dorato il nome “Helene”: una dedica alla madre dell’artista, alla quale Andersen era profondamente legato. Da qui il nome Villa Helene con cui ancora oggi viene identificata la dimora.

Al piano terra si aprono due grandi atelier che conservano le opere di Andersen. La raccolta è sorprendente per dimensioni: oltre duecento sculture in gesso e bronzo, più di duecento dipinti e oltre trecento opere grafiche. Un patrimonio che permette di entrare nella particolare visione artistica e filosofica del suo autore.

Il cuore di questa visione era il progetto della “Città Mondiale”, un’immensa città ideale che Andersen immaginava come sede internazionale di un laboratorio permanente dedicato alle arti, alle scienze, alla filosofia, alla religione e alla cultura fisica. Un progetto mai realizzato, ma sviluppato dall’artista attraverso sculture, disegni e studi che oggi costituiscono uno degli aspetti più affascinanti della collezione.

Dietro quelle architetture immaginate c’era soprattutto una concezione universalistica e pacifista: Andersen sognava un luogo nel quale il progresso potesse poggiare sul dialogo tra le nazioni del mondo.

Oggi visitare Villa Helene significa anche entrare nella vita privata dell’artista. Grazie a studi su fotografie e materiali d’archivio e a interventi di conservazione e restauro, una parte del piano nobile è stata ricostruita cercando di restituire l’atmosfera che possedeva negli anni Trenta del Novecento.

Il percorso permanente “Villa Helene. Storia, arte, utopia”, inaugurato nell’ottobre 2024, conduce attraverso la sala da pranzo, il salottino, lo studio-biblioteca, la stanza di Hendrik e quella di Lucia. Dipinti, fotografie, piccole sculture, mobili e oggetti personali ricostruiscono progressivamente non soltanto l’ambiente domestico, ma anche la rete di affetti che circondava Andersen.

Emergono così le figure della madre Helene, dei fratelli Andreas e Arthur, della cognata Olivia Cushing e soprattutto di Lucia, musa e sorella adottiva dell’artista, insieme agli amici romani che frequentavano abitualmente la casa condividendo idee, aspirazioni e impegno sociale.

C’è poi un elemento che rende questo luogo ancora più particolare: Villa Helene è essa stessa parte dell’opera di Andersen. Non è semplicemente un edificio successivamente trasformato in museo. Fu l’artista a pensarla come propria abitazione e luogo di lavoro, creando quegli spazi nei quali le sue gigantesche sculture avrebbero potuto prendere forma. Nel 1935 la palazzina venne inoltre sopraelevata di un piano e arricchita da una fascia di pitture allegoriche di gusto neorinascimentale.

Alla morte di Andersen, nel 1940, Villa Helene venne lasciata in eredità allo Stato italiano; dal 1999 l’edificio è stato preso in carico dal Ministero dei Beni culturali.

Oggi la Casa Museo Hendrik Christian Andersen offre dunque una Roma differente da quella dei grandi itinerari monumentali. Una Roma più appartata, fatta di atelier, stanze private, fotografie e gigantesche figure in gesso.

E forse il fascino maggiore di Villa Helene è proprio questo: entrare nella casa di un artista e, pochi passi dopo, ritrovarsi dentro il suo sogno.

Un sogno rimasto sulla carta, quello della Città Mondiale, ma che oltre un secolo dopo continua a parlare attraverso le opere di Andersen di pace, dialogo, cultura e incontro tra i popoli.

La Casa Museo è aperta dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.30 ed è chiusa il lunedì; il Ministero della Cultura indica attualmente un biglietto intero di 6 euro e ridotto di 2 euro.

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