L’autunno è iniziato con temperature ancora miti e l’influenza sembra lontana dalle preoccupazioni quotidiane. Ma, a fine settembre, è troppo presto per stabilire se la stagione 2026-2027 partirà davvero in ritardo o sarà più leggera delle precedenti. In Italia la circolazione influenzale tende ad aumentare in autunno e a raggiungere il picco nei mesi invernali, con tempi che possono cambiare da un anno all’altro.
Si parla spesso di “influenza australiana” perché la stagione invernale dell’emisfero sud precede la nostra e offre indicazioni sui virus in circolazione. L’espressione, però, non identifica un unico virus destinato ad arrivare in Italia, né consente di prevedere con certezza quanti casi si registreranno. Per la stagione nell’emisfero nord, l’Organizzazione mondiale della sanità ha già aggiornato la composizione raccomandata dei vaccini sulla base della sorveglianza internazionale.
Anche il caldo di queste settimane va interpretato con prudenza. Le temperature miti possono far percepire l’inverno come ancora distante, ma non rendono impossibile la trasmissione dell’influenza. L’andamento reale sarà misurato nelle prossime settimane attraverso la sorveglianza dei casi e dei virus respiratori, non dalle sole condizioni meteorologiche.
Intanto il Ministero della Salute ha pubblicato le raccomandazioni per la campagna antinfluenzale 2026-2027. La vaccinazione è raccomandata in particolare alle persone dai 60 anni in su, ai bambini dai sei mesi ai sei anni, alle donne in gravidanza e a chi presenta condizioni che aumentano il rischio di complicanze. La campagna dovrebbe prendere avvio all’inizio di ottobre, secondo le indicazioni operative dei servizi sanitari territoriali.
La stagione, dunque, deve ancora rivelare il proprio andamento. Se l’influenza tarderà a diffondersi, saranno i dati a mostrarlo. Nel frattempo, il clima mite non è un motivo per rimandare la prevenzione, soprattutto per le persone più vulnerabili.

