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“Dopo di Noi”, Pietrucci: assistenza e sicurezza per chi resta senza famiglia

ROMA – Garantire una casa, assistenza adeguata e protezione alle persone con disabilità grave che perdono il sostegno familiare. È il tema sul quale Gianluca Pietrucci richiama l’attenzione, chiedendo che il “Dopo di Noi” si traduca in risposte concrete per chi, dopo la morte dei genitori o dei parenti che se ne prendono cura, rischia di ritrovarsi senza una rete di aiuto.

Al centro della sua riflessione ci sono soprattutto le persone con gravi o gravissime disabilità cognitive e motorie, prive di familiari in grado di assisterle. Per Pietrucci, la perdita di chi ha garantito loro cura e vicinanza non deve aprire la strada all’abbandono: occorrono soluzioni abitative e assistenziali idonee, capaci di assicurare continuità nelle cure, dignità e attenzione ai bisogni individuali.

Il riferimento è alla legge 112 del 2016, che ha introdotto specifiche tutele per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. Come spiega il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il provvedimento punta a favorire la massima autonomia possibile e la permanenza in ambienti che riproducano le condizioni della casa familiare, attraverso percorsi personalizzati e soluzioni alternative all’istituzionalizzazione.

Una prospettiva che richiede di preparare il futuro prima che si presenti un’emergenza. La morte di un genitore, oppure la sua impossibilità a continuare a prestare assistenza, rende infatti essenziale la presenza di un percorso già costruito attorno alla persona: dove vivere, chi garantirà il supporto quotidiano e come mantenere relazioni e abitudini importanti.

La richiesta di Pietrucci riguarda anche la sicurezza dei luoghi di accoglienza. Propone l’installazione di telecamere di sorveglianza nelle strutture, con un collegamento alla Questura, come strumento per prevenire soprusi, maltrattamenti e comportamenti lesivi nei confronti degli ospiti più vulnerabili.

Si tratta di una proposta da definire sul piano normativo e organizzativo, distinta dalle misure illustrate dal Ministero per il “Dopo di Noi”. L’eventuale sistema di sorveglianza dovrebbe essere disciplinato prevedendo garanzie per la riservatezza degli ospiti e dei lavoratori, modalità di accesso alle immagini e responsabilità precise nella gestione. Alla protezione tecnologica devono affiancarsi personale qualificato, controlli e possibilità effettive di segnalare situazioni problematiche.

L’attuazione del “Dopo di Noi” coinvolge diversi livelli istituzionali: le Regioni programmano gli interventi, mentre la realizzazione dei servizi compete ai Comuni organizzati negli Ambiti territoriali. Il Fondo nazionale dedicato sostiene, tra l’altro, percorsi di accompagnamento fuori dal nucleo familiare, domiciliarità, co-housing e sviluppo delle competenze per la vita quotidiana.

Il tema posto da Pietrucci è dunque quello della continuità della protezione: fare in modo che una persona non perda, insieme ai propri familiari, anche la sicurezza di un’abitazione e dell’assistenza necessaria. Una responsabilità che richiede programmazione, servizi accessibili e luoghi di vita nei quali cura e rispetto della persona siano garantiti ogni giorno.

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