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Da Assisi un appello al mondo: «La vita di ogni persona vale più di una frontiera conquistata»

ASSISI – La pace e la dignità della vita umana al centro dei discorsi dalla Loggia del Sacro Convento, nel corso delle celebrazioni dedicate a san Francesco. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il valore universale dell’eredità di Francesco e Chiara, mentre fra Marco Moroni ha rivolto un appello ai governanti: «La forza delle armi può imporre il silenzio, ma non costruisce la pace».

In un presente segnato da guerre e violenze, Mattarella ha indicato nella testimonianza francescana una guida per la convivenza tra i popoli. «L’eredità di Francesco e Chiara costituisce un albero dalle solidissime radici diffuso in tutto il mondo», ha affermato, sottolineando la profondità e l’ampiezza di un messaggio che continua ad attraversare confini e generazioni.

Il Capo dello Stato ha quindi richiamato l’immagine proposta da Dante nell’XI canto del Paradiso, dove Francesco viene descritto come un sole sorto per il mondo intero. Da questa figura nasce l’auspicio rivolto al presente: «Che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti e indicare la via della pace e della fraterna convivenza».

Un richiamo raccolto dalle parole di fra Marco Moroni, che ha attualizzato il messaggio della Lettera ai Reggitori dei popoli, portando al centro del discorso la responsabilità di chi governa e le conseguenze umane dei conflitti.

«Dite ai reggitori dei popoli del nostro tempo che da Assisi e dal mondo sale ancora una richiesta di pace», ha dichiarato. Una richiesta accompagnata da parole nette: «La vita di ogni persona vale più di una frontiera conquistata, di un interesse economico difeso, di una supremazia affermata».

Moroni ha poi distinto il silenzio imposto dalle armi dalla costruzione di una pace fondata sul riconoscimento reciproco. «Ogni popolo ha diritto alla sicurezza e alla libertà, ma nessun popolo può costruire la propria sicurezza negando la dignità e il futuro di un altro», ha sottolineato.

Dalla Loggia del Sacro Convento è arrivato così un appello che lega la memoria di Francesco alle urgenze del presente: custodire la vita, riconoscere i diritti dei popoli e assumere la pace come responsabilità concreta. Le celebrazioni di Assisi diventano, attraverso queste parole, anche un’occasione per interrogare le scelte del nostro tempo e il futuro della convivenza internazionale.

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