PNRR Scuola e la realtà delle aule: oltre i dati da record restano le emergenze di docenti e ATA
L’analisi del Segretario Generale Nazionale UNIFAD Adele Sammarro, dopo il bilancio presentato dal Ministro Valditara: bene la riqualificazione e le infrastrutture, ma la vera riforma della scuola parte dalla valorizzazione economica del personale e dal riconoscimento del lavoro usurante.
Roma- L’ampia rendicontazione presentata dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sui risultati dell’attuazione del PNRR per il sistema scolastico, traccia un bilancio certamente imponente sul piano finanziario e infrastrutturale. I dati descrivono una manovra da 23 miliardi di euro, con oltre 12.000 edifici riqualificati, 173 mila nuovi posti negli asili nido e un deciso potenziamento di mense, palestre e ambienti digitali.
Come organizzazione sindacale, non possiamo non riconoscere l’impegno profuso dalle strutture ministeriali, dagli enti locali e dagli istituti scolastici, nell’accelerare i cantieri e nel centrare gli obiettivi quantitativi europei. Tuttavia, al di là dei numeri e dei traguardi edilizi, la realtà quotidiana che viviamo, ogni giorno, nelle aule scolastiche italiane presenta criticità profonde e strutturali che non possono essere né ignorate né risolte soltanto con la digitalizzazione o i cantieri.
La gratificazione economica: l’unico vero pilastro per la dignità del docente
Mentre si festeggiano i traguardi del PNRR, resta ancora sguarnito il fronte principale: la valorizzazione professionale ed economica del personale scolastico. Gli stipendi degli insegnanti italiani rimangono desolatamente tra i più bassi d’Europa, con un divario retributivo rispetto ai colleghi stranieri che continua ad allargarsi.
I nostri docenti continuano a sostenere una responsabilità sociale e formativa enorme a fronte di compensi che non garantiscono la tenuta del potere d’acquisto e che non riconoscono l’alto valore della funzione docente. Se non si lavora prioritariamente sulla gratificazione economica, inserendo risorse concrete e continuative, per i prossimi rinnovi contrattuali, qualsiasi intervento infrastrutturale rischia di rivelarsi una cattedrale nel deserto. Ridare dignità al corpo docente significa, prima di tutto, adeguare le retribuzioni ai parametri europei.
Precariato e dispersione scolastica: emergenze tutt’altro che risolte
Sebbene i dati ministeriali registrino un numero consistente di assunzioni nel triennio e un calo della dispersione scolastica, le criticità sul campo restano allarmanti. Il fenomeno del precariato continua ad affliggere la stabilità formativa dei nostri studenti e la tranquillità economica di centinaia di migliaia di lavoratori. Le attuali procedure di reclutamento non riescono ancora a garantire la necessaria celerità per eliminare la piaga delle supplenze annuali.
Analogamente, sul fronte della dispersione scolastica — sia essa esplicita o implicita —, le misure finora introdotte non bastano da sole a eradicare un disagio sociale ed educativo che colpisce soprattutto le aree marginali e il Mezzogiorno. Contro l’abbandono scolastico servono risorse stabili negli organici di diritto e continuità didattica, non solo interventi a termine affidati a progetti temporanei.
Il nodo pensionistico: insegnare è un lavoro usurante
Un altro aspetto fondamentale che come UNIFAD chiediamo di rivedere con urgenza è il sistema pensionistico. Con le regole attuali, si rischia di costringere i docenti a restare in servizio fino a circa 70 anni. Trattare l’insegnamento come una professione ordinaria da prolungare all’infinito significa ignorare il forte carico psicofisico, relazionale ed emotivo che questa professione comporta ogni singolo giorno.
L’insegnamento deve essere formalmente riconosciuto e tutelato come lavoro usurante. Mantenere personale in età avanzata, al comando di classi numerose ed esigenti, non è sostenibile, né per la salute dei lavoratori né per la qualità della didattica offerta ai giovani. Serve una flessibilità in uscita specifica per il settore scuola, che permetta un ricambio generazionale sano e dignitoso.
Conclusioni
Le risorse del PNRR e il nuovo fondo da 1 miliardo annunciato per la sicurezza degli edifici rappresentano un passo doveroso per la modernizzazione delle strutture. Ma la scuola non è fatta soltanto di mattoni, tablet e palestre: la scuola è fatta dalle persone che la vivono e la animano quotidianamente.
Come UNIFAD, continuiamo a ribadire che la vera riforma parte dal capitale umano. Il Governo ha dimostrato di saper gestire i cantieri e la spesa dei fondi europei; ora dimostri la stessa determinazione nell’investire sulle persone, restituendo la giusta dignità economica, sociale e professionale a tutto il personale della scuola.
Adele Sammarro
Segretario Generale Nazionale UNIFAD

