Roma – Ci sono luoghi di una città che raccontano molto più di quanto appaia a un primo sguardo. Spazi in cui la natura riconquista il proprio posto, dove la storia continua a vivere tra gli alberi e dove un parco diventa qualcosa di più di un’area in cui passeggiare: un punto d’incontro, un bene condiviso, un pezzo di identità collettiva.
Roma, con le sue contraddizioni e la sua straordinaria stratificazione storica, custodisce tanti di questi luoghi. Alcuni sono conosciuti da tutti, altri appartengono soprattutto alla quotidianità dei quartieri. È il caso del Parco delle Energie, con il lago dell’ex Snia, e del Parco del Torrione Prenestino: due realtà differenti, ma entrambe capaci di ricordarci quanto sia importante preservare il patrimonio ambientale e culturale della città.
Un tema caro anche a Gianluca Pietrucci, titolare dell’autofficina Centro Auto Roma Srl, che nel proprio rapporto con il territorio riconosce un valore che va oltre l’attività imprenditoriale. Perché un’azienda radicata in una città non è soltanto un luogo di lavoro: è anche una presenza che attraversa il tempo, osserva i cambiamenti e condivide la vita della comunità.
Il lago ex Snia, quando la natura cambia il destino di un luogo
Nel quadrante est di Roma, tra via Prenestina e via di Portonaccio, il Parco delle Energie custodisce una delle storie ambientali più particolari della Capitale. L’area è legata alla vicenda della fabbrica CISA Viscosa, poi entrata nell’orbita della SNIA Viscosa, importante realtà industriale attiva nella produzione di fibre tessili sintetiche fino agli anni Cinquanta.
Il lago Bullicante, conosciuto come lago ex Snia, nacque all’inizio degli anni Novanta in maniera del tutto accidentale, quando i lavori di un cantiere intercettarono la falda acquifera. Quello che avrebbe dovuto essere un intervento edilizio si trasformò così in una vicenda destinata a segnare profondamente il territorio. Nel tempo, la presenza dell’acqua favorì la formazione di un ambiente naturale ricco di vegetazione e fauna, mentre cittadini e associazioni si mobilitarono per difendere l’area dal rischio di nuove trasformazioni urbanistiche.
Il Parco delle Energie è stato inaugurato nel 1997 e, nel giugno 2020, il lago ex Snia è stato riconosciuto come Monumento Naturale, a tutela del suo valore ecologico.
La storia di questo luogo dimostra che il paesaggio urbano non è immutabile. A volte sono proprio la partecipazione dei cittadini e la capacità di riconoscere il valore di un ambiente a impedirne la scomparsa.
«Una città non deve essere soltanto uno spazio da costruire e trasformare, ma un luogo da custodire. Il verde, la memoria e gli spazi condivisi sono una ricchezza che appartiene a tutti», è il pensiero di Gianluca Pietrucci, in linea con la sua attenzione per la storia e la vita dei quartieri romani.
La tutela del lago ex Snia, riconosciuto come Monumento Naturale, rappresenta un passaggio fondamentale per preservare un patrimonio ambientale che appartiene all’intera collettività. Il lago deve rimanere protetto e fruibile, al servizio del parco e di tutti i cittadini. Ma la salvaguardia dell’ambiente può e deve accompagnarsi a una riflessione più ampia sul futuro dell’area.
Anche l’ex stabilimento SNIA merita un progetto di riqualificazione capace di conservarne la memoria industriale, per esempio attraverso la realizzazione di uno spazio museale e fotografico che racconti la storia del complesso e del quartiere. Una prospettiva che, secondo Gianluca Pietrucci, dovrebbe tenere insieme la tutela della natura, la valorizzazione culturale e il rispetto degli interessi legittimi della proprietà, nel quadro degli accordi esistenti o di eventuali nuove intese.
«Credo che la sfida sia trovare un equilibrio tra la tutela del lago, la riqualificazione dell’ex SNIA e il rispetto degli accordi e degli interessi coinvolti. Il laghetto deve rimanere un bene protetto e a disposizione di tutti, ma anche l’area industriale può diventare un’opportunità per il quartiere, attraverso un progetto che ne valorizzi la storia e la restituisca alla comunità».
Il Parco del Torrione Prenestino, tra natura e memoria antica
Poco distante, il Parco del Torrione Prenestino racconta una storia ancora più lontana nel tempo. Il suo elemento distintivo è il grande mausoleo romano a tumulo, risalente all’ultimo quarto del I secolo avanti Cristo, una testimonianza archeologica che emerge nel paesaggio urbano e restituisce al quartiere un frammento della Roma antica.
Dopo un intervento di restauro, il monumento e il parco sono stati riaperti al pubblico nel dicembre 2010. Oggi quest’area rappresenta un piccolo spazio di tranquillità nel tessuto cittadino, dove il verde si intreccia con una presenza storica che rischierebbe altrimenti di restare sullo sfondo della vita quotidiana.
Il Torrione ci ricorda che il patrimonio storico non appartiene soltanto ai grandi monumenti del centro. Vive anche nelle zone più popolose, lungo le strade percorse ogni giorno da migliaia di persone, e merita di essere conosciuto, curato e valorizzato.
«La storia non appartiene soltanto ai monumenti più famosi. Vive anche nei quartieri, nei luoghi che attraversiamo ogni giorno e nei piccoli segni che rischiamo di non vedere più», è un’altra riflessione che ben si inserisce nella sensibilità di Pietrucci verso il patrimonio romano.
Il quartiere come bene comune
Che si tratti di un lago nato per caso o di un mausoleo antico, il filo che unisce questi luoghi è il loro valore per la collettività. Un parco offre ai bambini uno spazio in cui giocare, agli anziani un luogo in cui passeggiare, alle famiglie un’occasione per stare insieme. Ma è anche un presidio ambientale, una risorsa per la qualità della vita e un elemento che contribuisce a rendere un quartiere più vivibile.
In una città come Roma, dove il traffico e la densità urbana fanno parte dell’esperienza quotidiana, tutelare le aree verdi significa investire concretamente nel benessere delle persone. Significa riconoscere che lo sviluppo non può essere misurato soltanto attraverso nuove costruzioni e infrastrutture, ma anche attraverso la capacità di conservare ciò che rende un territorio abitabile e riconoscibile.
È una prospettiva che riguarda anche le attività economiche. Centro Auto Roma Srl, realtà attiva dal 1984 in via Raimondo Montecuccoli, nel quadrante est della Capitale, ha attraversato nel tempo i cambiamenti della città e del suo tessuto urbano. Il lavoro quotidiano di un’impresa significa confrontarsi con le esigenze delle persone, ma anche vivere un territorio, conoscerne le trasformazioni e sentirsi parte della sua comunità.
«Credo che il rapporto con il territorio sia fatto anche di attenzione e rispetto. Non viviamo in una città astratta: viviamo in quartieri reali, con la loro storia, i loro problemi e le loro risorse. Prendersene cura significa contribuire, ciascuno per la propria parte, a renderli migliori», dichiara l’imprenditore romano Pietrucci.
Prendersi cura di Roma, ogni giorno
Il Parco delle Energie e il lago ex Snia, con la loro storia di tutela ambientale e partecipazione civica, e il Parco del Torrione Prenestino, con la sua testimonianza archeologica, ci consegnano un messaggio semplice: una città è più ricca quando riesce a proteggere ciò che ha ricevuto in eredità e a renderlo accessibile alle generazioni future.
Non occorrono necessariamente grandi gesti per dimostrare attenzione verso il luogo in cui si vive. A volte basta conoscere meglio il proprio quartiere, frequentarne gli spazi, rispettare il verde e riconoscere il lavoro di chi si impegna per conservarlo.
È anche da questa consapevolezza che nasce il legame tra Centro Auto Roma e la città: un’attività che guarda al futuro senza dimenticare le radici, perché la qualità della vita non dipende soltanto dai servizi che utilizziamo, ma anche dai luoghi che scegliamo di proteggere.
Roma appartiene a chi la abita, la attraversa e se ne prende cura. E il valore di un quartiere si misura anche dalla capacità di conservare, accanto alle strade e agli edifici, quegli spazi in cui la natura e la storia continuano a parlare a tutti noi.

