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Banche, quasi 8 milioni restituiti ai clienti: Federcontribuenti accende i riflettori sui costi del credito

ROMA – Oltre 13.500 ricorsi e quasi 8 milioni di euro restituiti ai clienti in un anno. I dati dell’Arbitro Bancario Finanziario riportano al centro dell’attenzione la trasparenza nei rapporti tra cittadini, banche e finanziarie. Federcontribuenti invita le famiglie a verificare le condizioni applicate a mutui, prestiti, cessioni del quinto e carte revolving, senza considerare necessariamente definitivo ogni conteggio ricevuto.

La relazione della Banca d’Italia sull’attività dell’ABF nel 2025 registra oltre 12.500 controversie decise: il 56% si è concluso con un esito sostanzialmente favorevole alla clientela, comprendendo sia gli accoglimenti totali o parziali sia gli accordi raggiunti prima della decisione. Dati che riguardano il contenzioso esaminato e non possono essere estesi indistintamente a tutti i contratti bancari.

«I cittadini devono sapere che i conteggi delle banche possono essere verificati e contestati. Una corretta analisi econometrica può far emergere somme importanti da recuperare», sottolinea Giuseppe Tirinato, responsabile nazionale del Dipartimento Difesa Bancaria di Federcontribuenti.

L’associazione richiama l’attenzione sulle commissioni, sulla corrispondenza tra condizioni pattuite e applicate e sui costi sostenuti in caso di estinzione anticipata dei finanziamenti. Per le cessioni del quinto, in particolare, l’eventuale rimborso deve essere valutato considerando il contratto, la data di stipula, gli oneri addebitati e la durata residua del prestito.

Un altro fronte riguarda le carte revolving. La possibilità di restituire quanto utilizzato attraverso piccole rate può rendere meno immediata la percezione del costo complessivo del credito. Secondo Federcontribuenti, occorre quindi esaminare interessi, commissioni e altri oneri, distinguendo un finanziamento costoso da un rapporto che presenti effettive irregolarità.

Anche per i mutui, osserva Tirinato, la verifica deve partire dai documenti e dai conteggi concreti. L’obiettivo è accertare che la banca abbia applicato le condizioni concordate: la presenza di un determinato piano di ammortamento, da sola, non basta a dimostrare un’anomalia.

La tutela riguarda inoltre le operazioni di pagamento non autorizzate e le frodi informatiche. La relazione ABF segnala che i ricorsi legati agli utilizzi fraudolenti rappresentano oltre un terzo del totale, pur restando molto contenuti rispetto all’insieme delle transazioni.

Contratti, estratti conto, piani di ammortamento e conteggi estintivi costituiscono il punto di partenza per ricostruire il rapporto con l’intermediario. L’analisi tecnica può offrire elementi per un reclamo, un ricorso all’ABF o, quando necessario, un’azione giudiziaria. L’esito dipende però dalla documentazione e dalla fondatezza delle contestazioni: nessun rimborso è automatico.

«Il nostro obiettivo non è alimentare un contenzioso indiscriminato contro il sistema bancario, ma promuovere un rapporto equilibrato, fondato sulla correttezza dei calcoli e sulla piena consapevolezza dei diritti del consumatore», afferma Tirinato.

Il Dipartimento Difesa Bancaria di Federcontribuenti promuove verifiche tecniche e consulenze specialistiche sui rapporti tra cittadini, imprese e intermediari. Il messaggio alle famiglie è quello di conoscere le condizioni sottoscritte e chiedere chiarimenti quando i conteggi non risultano comprensibili: la trasparenza del credito passa anche dalla possibilità di controllarli.

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