ROMA – Un ribasso di circa sei centesimi sui carburanti e la richiesta di verificare quanto rapidamente si tradurrà in un risparmio per gli automobilisti. Federcontribuenti interviene sulle oscillazioni delle quotazioni internazionali, richiamando i rilevamenti Platts del 4 novembre e chiedendo trasparenza sui meccanismi di formazione dei prezzi lungo la filiera.
L’associazione segnala una flessione delle quotazioni di benzina e gasolio nelle ore successive alla chiusura delle urne per le elezioni di midterm negli Stati Uniti. Il calo indicato riguarda circa sei centesimi, come precisato nella nota, e non una riduzione del 6%. Non si tratta quindi dell’annuncio di un ribasso già applicato uniformemente ai distributori.
«Di fronte a numeri simili, la domanda nasce spontanea e provocatoria: a che gioco stiamo giocando?», domanda Federcontribuenti, sollecitando chiarimenti sulle ragioni delle variazioni e sui criteri con cui vengono trasferite ai consumatori.
Al centro della contestazione c’è soprattutto la differenza, denunciata dall’associazione, tra la velocità degli aumenti alla pompa e quella delle diminuzioni. Secondo Federcontribuenti, quando le quotazioni salgono gli adeguamenti sono rapidi, mentre in presenza di ribassi i benefici arrivano più lentamente o vengono assorbiti lungo la filiera.
Una dinamica che, sostiene l’organizzazione, pesa sulle famiglie e sulle attività produttive, dall’agricoltura alla pesca fino alle imprese che utilizzano quotidianamente carburanti.
«Chiediamo trasparenza immediata e un’indagine approfondita sulle dinamiche di formazione dei prezzi. I cittadini e i settori produttivi non possono continuare a essere il bancomat di speculazioni e giochi di potere internazionali», conclude Federcontribuenti.

