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“Amo, Racconta” di Filip Simaz: tra gli ospiti Aristide Malnati, Simone Di Matteo, Andrea Candeo e Joss Procino

«Chiudi gli occhi, racconta, amati e lasciati andare». È questo il mood di “Amo, Racconta”, il nuovo podcast di Filip Simaz, partito il 20 settembre e costruito intorno alle storie, alle emozioni e alla volontà di andare oltre l’immagine pubblica dei suoi protagonisti. Un progetto che nasce anche dal percorso personale del suo ideatore: nato a Sofia, in Bulgaria, nel 1994 e adottato da una famiglia della provincia di Bergamo dopo aver trascorso i primi anni di vita in orfanotrofio, Simaz ha attraversato danza, televisione, musica, recitazione e scrittura, facendosi conoscere dal grande pubblico anche grazie a “Ciao Darwin 8”. Oggi sceglie il podcast per provare a mostrare ciò che spesso rimane fuori dall’inquadratura.

Dalla televisione al bisogno di raccontare

Ballerino e coreografo, con un periodo di perfezionamento anche a New York, Filip Simaz ha lavorato nei videoclip di diversi artisti italiani, tra cui Caparezza, Giusy Ferreri, Baby K e Annalisa, prima di conquistare una maggiore popolarità televisiva con Ciao Darwin 8.

Negli anni ha sperimentato linguaggi differenti, passando dai social alla musica, dalla recitazione alla scrittura. Nel 2024 ha pubblicato anche l’autobiografia Come quando fuori piove, nella quale ha affrontato il proprio percorso personale e il tema dell’accettazione di sé.

Amo, Racconta sembra quindi rappresentare una naturale evoluzione di questa ricerca. Non la classica intervista promozionale costruita intorno a ciò che un ospite deve pubblicizzare, ma una conversazione che prova a spostare l’attenzione dalla carriera alla persona.

Il manifesto del programma racchiude tutto in poche parole: «Chiudi gli occhi, racconta, amati e lasciati andare».

Il progetto, realizzato insieme alla co-autrice Nicole Italia Buonavita e al visual creator Nicolò Mallinarich, prevede dodici ospiti e nuove puntate pubblicate ogni domenica alle 16 sul canale YouTube e sul profilo Instagram di Filip Simaz.

Quattro degli ospiti più attesi

Tra i protagonisti che si alterneranno davanti al microfono spiccano quattro personalità molto differenti.

Aristide Malnati rappresenta probabilmente l’incontro più singolare tra cultura accademica e televisione pop. Papirologo, egittologo, giornalista e divulgatore, ha partecipato a campagne archeologiche in Egitto prima di diventare un volto noto anche grazie a programmi come L’Isola dei Famosi, Grande Fratello Vip e La Pupa e il Secchione. In Amo, Racconta sarà interessante scoprire l’uomo dietro il professore e il personaggio televisivo.

Simone Di Matteo, scrittore, giornalista, opinionista e personaggio televisivo, porta invece nel podcast una carriera costruita attraversando linguaggi differenti. Dalla letteratura alla televisione, passando per il giornalismo, la recitazione e più recentemente l’arte con il progetto espositivo Relitti, Di Matteo ha fatto della contaminazione tra discipline uno dei tratti del proprio percorso. Il format di Simaz promette di spostare l’obiettivo dal personaggio pubblico alla dimensione più personale del racconto.

Andrea Candeo, dottore agronomo ed eletto Il + Bello d’Italia nel 2024, unisce invece due universi apparentemente lontani: ambiente e spettacolo. Dietro un’immagine inevitabilmente legata alla bellezza c’è infatti una formazione professionale dedicata al patrimonio arboreo e una sensibilità verso i temi ambientali.

A completare questo primo poker di ospiti c’è Joss Procino, conosciuto come Joss l’astrologo. Laureato in Editoria e Multimedialità, ha trasformato lo studio dell’astrologia e della spiritualità in una professione tra televisione, editoria e divulgazione. Questa volta, però, sarà lui a dover mettere da parte l’interpretazione degli altri per raccontare se stesso.

Mostrarsi non significa raccontarsi

Ed è probabilmente qui che Amo, Racconta trova la propria identità.

In un’epoca in cui siamo continuamente esposti, fotografati, commentati e raccontati attraverso i social, Filip Simaz prova a partire da un presupposto molto semplice: essere visibili non significa necessariamente essere conosciuti.

Un papirologo diventato personaggio televisivo, uno scrittore e opinionista che continua a cambiare linguaggio, un agronomo incoronato “più bello d’Italia” e un astrologo abituato a interpretare gli altri diventano così quattro modi differenti di rispondere alla stessa domanda: cosa rimane quando, almeno per qualche minuto, si mette da parte il personaggio?

È la scommessa di Amo, Racconta: lasciare che siano le storie, più che i ruoli, a occupare il centro della scena.

E per farlo Simaz sceglie quattro verbi che suonano quasi come le istruzioni prima di premere “rec”: chiudi gli occhi, racconta, amati e lasciati andare.

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