ROMA – Quattro fiumi, quattro continenti e un obelisco che sembra sfidare il vuoto: al centro di piazza Navona, la Fontana dei Quattro Fiumi trasforma il marmo e il travertino in un racconto del mondo. Progettata da Gian Lorenzo Bernini per papa Innocenzo X Pamphilj, fu realizzata tra il 1648 e il 1651, diventando il fulcro monumentale della piazza.
La composizione si sviluppa intorno a una scogliera traforata, sulla quale si innalza l’obelisco proveniente dal Circo di Massenzio, lungo l’Appia antica. Il contrasto tra il peso della pietra e le aperture della struttura produce un’impressione di leggerezza che accompagna lo sguardo verso l’alto.
Le figure rappresentano il Danubio per l’Europa, il Gange per l’Asia, il Nilo per l’Africa e il Rio della Plata per l’America. Animali, vegetazione e attributi aiutano a riconoscerli: il remo del Gange richiama la navigabilità, mentre il velo sul capo del Nilo allude alle sue sorgenti allora sconosciute.
Inaugurata il 12 giugno 1651, la fontana invita ancora a girarle intorno, scoprendo prospettive diverse. L’acqua unisce le figure e dà voce alla pietra: il monumento diventa una scena da osservare lentamente, nel cuore della Roma barocca.

