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Nuova richiesta di revoca della scorta per Capitano Ultimo.

Roma – Assistiamo in queste ore all’ennesima contraddizione tipicamente italiana. Da una parte, una giustizia che regala permessi premio ai mafiosi ma che, giustamente, nega agli stessi la detenzione domiciliare per “non ancora acquisita prova certa e definitiva del suo ravvedimento“, a conferma della pericolosità degli appartenenti a Cosa Nostra.
Dall’altra, una giustizia che concede la scorta a giornalisti e presunti “giustizieri contro le mafie” ma la revoca a chi, come Capitano Ultimo, la mafia l’ha combattuta davvero, perché “non sono emersi indicatori di rischio riferiti alle ipotesi di pericolo o minaccia“.
Abbiamo quindi scortati di serie A, scortati di serie B e poi abbiamo i NON SCORTATI.
Oppure, come scrive Ultimo, la mafia non c’è più?

Alessandra D’Andrea

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