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Le afte, piccole e dolorissime lesioni nella bocca. Ecco come affrontarle.

Approfondimento su una patologia di causa sconosciuta alla medicina

Redazione Sanità – Con il cambiamento delle stagioni, stati di particolare tensione ed altri fattori non conosciuti alla scienza medica possono dare origine alle fastidiosissime “afte”, piccole lacerazioni del tessuto interno della bocca. La cute interessata dal processo infiammatorio è di colore biancastro, contornata da un alone rossastro. Quando si sviluppano all’interno della mucosa orale ( rappresentando epidemiologicamente il tipo di afte più diffuse e comprendendo una percentuale della popolazione del 10%) prendono il nome di afte orali. Queste vengono a formarsi a seguito della rottura della mucosa orale in differenti posti quali guance, palato o lingua. Hanno forma rotondeggiante e possono portare molto dolore. Generalmente il preavviso allo sviluppo di tali lesioni è dato da un lieve fastidio o bruciore delle mucose. Ma nulla si può fare per evitare l’insorgenza di un disturbo che può condizionare per diversi giorni le abitudini di lavoro e di vita.

L’afta ha un suo processo ed i sintomi: il dolore tipico ed acuto si intensifica a seconda del punto in cui si va a formare la lesione. Ci sono zone più interne della bocca che riescono a far sopportare tranquillamente la loro insorgenza, ma se si formano al bordo delle labbra, allora il problema c’è.

Non si riesce a mangiare bene, ed anche bere l’acqua diventa fastidioso e complicato. In questi casi siccome l’idratazione corporea è indispensabile per favorire la guarigione, è bene bere molto magari con una cannuccia.
Consigliabile è l’assunzione di complessi vitaminici e/o integratori.

Oltre questo si può fare ben poco: si deve solo aspettare. La tensione dell’afta durante la notte può anche disturbare gravemente la qualità del sonno. E dunque tra i rimedi naturali consigliamo di far bollire acqua e preparare il te con una bustina lasciandola in immersione nell’acqua per 10 minuti. Poi prendere la bustina strizzarla leggermente e poi tenerla in frigorifero fino a raffreddamento avvenuto. Dopodichè applicare sulla parte dolente ulcerosa per almeno venti minuti. Poi sciacquare la bocca con un collutorio alla clorexidina, effetto lenitivo. Applicare quindi il gel Alovex direttamente sulla cute lesa. Il gel tende a formare una pellicola per cui riducendosi lo sfregamento si attenua leggermente anche il dolore. Nei casi più gravi può essere utile applicare in sede anche un gel dentale (corsodyl) che manterrà disinfettata la bocca e la parte aftosa dando anche sollievo e freschezza per un pò.

Per il resto, altro non si può fare: l’afta deve fare il suo corso e regredirà poi spontaneamente. In tutto il processo può durare quindici e anche venti giorni. Ci sono casi in cui può anche venire la febbre.

 

 

 

Le afte, possono essere definite anche come stomatiti aftose o ulcere aftose e possono colpire anche altri distretti corporei, quali le mucose e le semimucose degli organi genitali maschili e femminili. In particolar modo per i maschi lo sviluppo dell’afta si manifesta generalmente su prepuzio e glande, per le donne invece ad essere colpite dalla lesione, sono le grandi e piccole labbra.

Il meccanismo che porta alla formazione dell’afta non è ancora del tutto chiaro. Sembra però che ci sia una correlazione, così come per l’Herpes simplex, a fattori di stress. A questi poi vengono ad aggiungersi molti fattori quali:  contatto con oggetti sporchi e con animali domestici, piccoli traumi della bocca, come mordersi la guancia accidentalmente, uso energico dello spazzolino, cibi acidi o piccanti, squilibri ormonali, dieta povera di vitamina B12, zinco, acido folico (folati) e ferro, infezione da Helicobacter pylory, malattie infiammatorie croniche intestinali (ad esempio celiachia, morbo di Crohn, colite ulcerosa), sindromi di immunodeficienza e farmaci immunosoppressori.

 

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