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Dal rock alle colonne sonore, Marco Chiavetta nell’evoluzione della musica

Da Los Angeles l'intervista di Uffici Stampa Nazionali ad un grande talento italiano

Los Angeles – Marco Chiavetta, classe 1987, è un musicista e compositore teramano. Nel 2001 inizia la sua carriera che lo vede esibirsi sui palchi italiani di clubs e festival e a registrare produzioni discografiche come session man. nel 2014 si diploma al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma in basso elettrico e contrabbasso, per poi conseguire un secondo diploma in Composizione Classica nello stesso conservatorio. Ultimamente ha completato il suo percorso di studi in colonne sonore per Cinema, Tv e Videogiochi nella prestigiosa scuola di musica americana Berklee Music College, vincendo una borsa di studio che lo ha portato a Los Angeles, dove attualmente risiede e lavora. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui.

D. Sappiamo che vieni da un background Rock, come ti sei approcciato alla composizione di colonne sonore? 

La mia esperienza musicale e’ molto variegata, fortunatamente aggiungerei. Per anni ho vissuto a Roma lavorando come bassista sia in progetti live che in studio. Ho avuto diverse band originali partendo dai Rainska passando per gli Angel’s Tear ed i Twin Blast ma nonostante tutto mi sono sempre sentito limitato nel suonare uno strumento solo.

Nel 2009 con il terremoto de l’Aquila sono rientrato in Abruzzo per un anno e qui nel tempo libero ho ripreso un mio vecchio hobby; i video-games. Giocando “Call of Duty MW2” mi sono reso conto di quanto una colonna sonora possa cambiare la percezione di una storia ed ho cominciato ad interessarmi a come si potesse perseguire questa carriera. Cosi è iniziata la mia storia come compositore.

D. Quali cambiamenti hai notato nel mondo musicale dallo scorso decennio ad oggi?

La cosa assolutamente piu’ importante a mio avviso e’ l’accessibilita’ ai mezzi di produzione. Nei primi 2000 pensare di produrre un disco intero in casa, come ad esempio ha recentemente fatto Billy Eilish, era impossibile. Oggi tutti hanno accesso a tools di elevatissimo livello. Questo purtroppo non vuol dire che le cose musicalmente vadano meglio. Fare una colonna sonora o un disco oggi puo’ essere estremamente facile ma i contenuti rimangono comunque complessi da sviluppare ed avere una buona produzione non vuol dire necessariamente saper creare buona musica.

D.Attualmente risiedi negli stati uniti, sogno di ogni musicista, quali opportunità offre il mercato rispetto a quello europeo?

Parlare degli stati uniti a questo punto mi e’ ancora un po’ complicato dato che sono qui da poco. Los Angeles pero’ e’ una citta’ florida, piena di opportunita’ in tutti i settori. Le aziende di entertainment di tutto il mondo hanno un quartier generale qui. Grazie a questo ci sono centinaia di eventi ogni settimana di ogni tipo, da semplici eventi di network dedicati a specifiche professioni a conferenze di settore, concerti in locali, in sale da concerto o in appartamenti e locali privati.

La parte complicata di questa citta’ e’ una propria rete che possa spingerti ed aiutarti nella realizzazione della tua carriera. Richiede tempo ma mi sento di dire che se c’e’ un buon posto per realizzarsi professionalmente quello e’ Los Angeles.

D.Quali sono le differenze sostanziali fra musica per cinema tv videogiochi e pubblicità ?

Sostanzialmente queste sono le tre grandi categorie in cui si divide il mondo delle soundtrack. La base e’ la stessa: bisogna conoscere la musica, preferibilmente diversi generi ed avere una produzione di altissimo livello.

L’enorme differenza pero’ sta nel modo in cui si approccia l’industria e la scrittura. Il cinema e la tv solitamente si avvalgono di compositori che lavorano specificatamente su un progetto creando musica che e’ custom made.

Questa cosa accade anche in video-game. La vera differenza tra il cinema e la tv e’ il tipo di approccio. Sarebbe complicato spiegarlo in breve in un intervista ma nei videogame non abbiamo un approccio lineare, non esiste la possibilità di prevedere quando un azione sara’ compiuta o quando il giocatore lascerà un area per entrare in un altra, di conseguenza la scrittura dovrà essere creata per essere ripetuta. Sono sostanzialmente loop molto lunghi e pieni di variazione.

Nei commercial invece le produzioni si avvalgono di music libraries. Questo succede molto anche nei trailer. Sostanzialmente esistono delle aziende che hanno dei cataloghi con migliaia di tracce musicali dove le case di produzione possono andare a pescare brani di diversa natura che possono servire la causa di uno spot. Avere molte tracce su queste librerie può aiutare un compositore a crearsi una ottima base economica.

D.Senti di consigliare questo percorso ad un giovane musicista che deve intraprendere la sua carriera? 

In musica non ci sono percorsi semplici. Che si voglia diventare autore, performer, compositore o qualsiasi altra cosa ci vuole molto sacrificio, testardaggine e costanza. Quello che mi sento di consigliare a chiunque e’ di avere una visione per la propria carriera, sapere dove si vuole andare e’ necessario. Una volta che si sa chi si vuole diventare ci sono molte strade percorribili. Di certo consiglio a chiunque di viaggiare tanto, conoscere gente, cambiare idee e studiare cose nuove cosi che il proprio viaggio come professionista sia associato ad una crescita personale ed artistica.

Sito web : www.marcochiavetta.net

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