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Da Marconi a Zuckerberg: le menti under 30 che hanno fatto la storia

Il mondo è ricco di inventori che, giovanissimi, hanno segnato la storia con le loro intuizioni

ROMA – Dalla cultura digitale sta nascendo una nuova generazione di creativi. Ma il mondo è ricco di inventori che, giovanissimi, hanno segnato la storia con le loro intuizioni. Ecco alcuni nomi partendo dai più recenti.

Mark Zuckerberg può sicuramente considerarsi una mente che si è distinta dalla media. A soli 19 anni ha inventato un modo per mettere in contatto, inizialmente, studenti della stessa università. Utilizzando le foto degli annuari, ha creato Facebook.

Larry Page e Sergey Brin sono i due giovani studenti che in un garage non lontano da Stanford hanno elaborato un algoritmo in grado di analizzare e catalogare tutti i contenuti presenti nel web. Su questo algoritmo hanno costruito il motore di ricerca più famoso e visitato al mondo: Google.

Un’altra invenzione a cura di tre giovani ventenni, Chad Hurley, Jawed Karim e Steve Chen, è YouTube. Lanciato ufficialmente il 15 febbraio 2005, in soli tre anni la piattaforma di videosharing ha spopolato sul web, raggiungendo risultati grandiosi: 1,3 miliardi gli utenti passati su YouTube, 300 ore di video caricati ogni minuto e 5 miliardi di visualizzazioni ogni giorno, effettuate dai 30 milioni di utenti attivi quotidianamente.

Alberto Rizzoli, giovane imprenditore italiano, a soli ventidue anni ha inventato Aipoly, un’app per ipovedenti. L’applicazione scatta una foto agli oggetti, la invia a un data base che la analizza e la rimanda al mittente con un audio che descrive il soggetto dell’immagine.

Andando indietro di qualche anno, troviamo altri ‘giovani moderni’ che hanno concepito grandi idee cambiando le nostre vite. Guglielmo Marconi aveva 21 anni quando i segnali radio da lui inviati fecero suonare un campanello dall’altro lato della stanza in cui stava svolgendo i suoi esperimenti. Alan Mathison Turing, matematico del XX secolo nato nel 1912, è considerato uno dei padri dell’informatica. A 28 anni era a capo del gruppo di ricercatori impegnati nella decrittazione delle macchine usate dalla marina tedesca durante la seconda guerra mondiale. Louis Braille, a causa di un incidente, perse la vista a soli tre anni. Entrato con una borsa di studio all’Istituto per giovani ciechi di Parigi all’età di 12 anni, fu ispirato dalla visita di un ufficiale francese che illustrò un metodo di comunicazione silenziosa basato su punti a rilievo creato in ambito militare. Louis lo semplificò e ne promosse l’uso, dando vita all’alfabeto che oggi porta il suo nome. Jerry Siegel, fumettista statunitense, è il padre di Superman. Frequentava ancora il liceo quando ebbe l’ispirazione del personaggio che è diventato icona del genere fantasy. (Valeria Barbarossa – www.dire.it)

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