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Violenza di genere: l’inclusione economica delle donne in prevenzione e reinserimento

Roma –  In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” celebrata recentemente, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha proposto un momento di riflessione sull’importanza dell’inclusione economica come strumento di prevenzione e reinserimento delle donne vittime di violenza. L’incontro, che si è svolto presso la sede di via XX Settembre, ha acceso un faro sul problema molto comune della “violenza economica”, che rientra nello spettro della violenza di genere. “Il luogo di lavoro è importante perché può creare una rete di sicurezza per le donne” ha detto la Sottosegretaria Maria Cecilia Guerra presente all’evento. “Sarebbe utile un investimento specifico sui luoghi di lavoro. Serve un intervento strutturato pubblico per aiutare le donne che subiscono violenza ad avere indipendenza economica”.

La relazione fra indipendenza finanziaria ed esposizione alla violenza è complessa. “La violenza economica ostacola l’indipendenza delle donne”, ha sottolineato il Capo Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi, Valeria Vaccaro, aprendo l’incontro. “Le donne in situazione di temporaneo disagio, derivato da esperienza di violenza subita, risultano essere soggetti fortemente a rischio di esclusione dal contesto socio-economico in cui vivono, specie quando hanno dei figli e sono state lasciate”. A questo proposito, è stato ricordato un rapporto pubblicato dalla Commissione europea che, partendo da un’indagine condotta su 40mila donne, spiega come interagiscono violenza e indipendenza economica. Lo studio rivela che, con l’accrescersi dell’emancipazione economica, la violenza sulle donne si sposta e cambia target.

È stata inoltre sottolineata l’esigenza di rafforzare la cultura economico-finanziaria delle donne attraverso iniziative di educazione finanziaria dedicate e sono state illustrate alcune esperienze di reinserimento delle donne vittime di violenza nel mondo del lavoro. Lucia Rizzica, ricercatrice della Banca d’Italia, ha evidenziato come l’ampiezza della violenza “sommersa” renda difficile interpretare la relazione tra violenza e inclusione economica. I dati illustrati nel corso dell’evento mostrano come la possibilità di essere indipendenti, non soltanto aiuta le donne a reinserirsi nella società se lasciano il partner violento, ma riduce anche la violenza all’interno della relazione, perché garantisce alle donne maggiore potere contrattuale nella coppia.

È per questo che, nel corso dell’incontro al MEF, è stata condivisa la necessità di attivare percorsi di consapevolezza per le donne, al fine del riconoscimento delle proprie potenzialità, non solo in ottica di piena inclusione sociale, ma anche di ricerca attiva del lavoro e di valorizzazione delle proprie competenze.

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