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Migrante non è morto per pestaggio. Paoloni (Sap): “Accuse strumentali”

«Gli ospiti dei centri per il rimpatrio sono disposti a tutto pur di non tornare nel loro Paese. Inscenare una rivolta è il modo migliore per creare condizioni che permettono di sparire nel nulla».

Commenta così Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), il tentativo di fuga l’incendio dei due materassi all’interno del Cpr di Gorizia, balzato alle cronache per la morte del 38enne georgiano Vakhtang Enukidze.

«Sono stati resi noti da pochissimo gli esiti dell’autopsia sul corpo del 38enne che escludono le lesioni quali causa del decesso. Questo – prosegue – conferma che le accuse nei confronti dei colleghi erano strumentali. I centri per il rimpatrio sono delle vere e proprie bombe ad orologeria in cui i colleghi addetti alla vigilanza sono esposti a rischi enormi in una struttura spesso non adeguata alla sua funzione. Spiace – conclude – che vi siano persone disposte a tutto pur di strumentalizzare l’operato delle forze dell’ordine esponendole, in tal modo, a continui rischi per la loro incolumità a causa di queste persone che si sentono legittimate a inscenare fughe immotivate».

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