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Partite Iva, nel 2019 aumentano le aperture del 6,4% rispetto al 2018. Mattei: “dato da osservare con cautela”

Roma – L’Osservatorio partite IVA evidenzia un dato chiaro e netto:  nel corso del 2019 sono state aperte circa 545.700 nuove partite Iva e in confronto all’anno 2018 si è registrato un aumento piuttosto consistente (+6,4%).  Un risultato che è raggiunto anche grazie all’impegno di organizzazioni che sono in piena attività per tutelare la piccola e media impresa. Lo Studio Associato Sarcc di Roma è impegnato in prima linea e questo dato si accoglie con entusiasmo ma anche con cautela. Molte partite Iva infatti vengono aperte a causa della disoccupazione, di aziende che chiudono i battenti e quindi – spiega Lamberto Mattei – dobbiamo verificare l’andamento poi negli anni successivi. E’ pur vero che è facile aprire partite Iva ma poi il difficile viene con la gestione delle aziende. Poi teniamo conto che il primo anno non vi è ancora l’obbligo di ottemperare agli adempimenti fiscali. Quindi un dato da osservare con la massima cautela”.

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 72,9% delle partite Iva è stato aperto da persone fisiche, il 21,4% da società di capitali, il 3,6% da società di persone, l’1,8% da soggetti non residenti e lo 0,3% da altre forme giuridiche. Rispetto al 2018 l’aumento generale è trainato dalle persone fisiche (+10,5%), grazie alle adesioni al regime forfetario, per il quale dal 2019 è stato
esteso a 65.000 euro il limite dei ricavi. Nell’anno 263.043 soggetti hanno aderito al regime, con un aumento del 34,5% in confronto al 2018; tali adesioni rappresentano il 48,2% del totale delle nuove aperture di partita Iva. Le forme societarie accusano invece cali di avviamenti: -5,7% le società di capitali e -12,9% per le società di persone. Si nota, inoltre, il raddoppio di partite Iva avviate da soggetti non residenti, determinato dalle attività legate al commercio elettronico. Riguardo alla ripartizione territoriale, circa il 44% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il
22% al Centro e il 33,7% al Sud ed Isole; il confronto con l’anno precedente evidenzia che tutte le Regioni mostrano un aumento di avviamenti: i maggiori si sono registrati in provincia di Bolzano
(+11,9%), Lombardia (+11,6%) e Piemonte (+11%); i più contenuti in Friuli V.G.(+0,5%), Campania (+1,4%) e Sardegna (+2%).

La classificazione per settore produttivo evidenzia che il commercio continua a registrare il
maggior numero di aperture di partite Iva (il 19,7% del totale), seguito dalle attività professionali
(17,1%) e dall’agricoltura (9,6%). Rispetto al 2018 fra i settori principali si osservano consistenti
aumenti di aperture per l’istruzione (+22,5%), attività professionali (+18%) e costruzioni (+12,4%).
Gli unici settori principali in flessione sono l’agricoltura (-5,8%) e le attività manifatturiere (-0,1%).
Per quanto riguarda le persone fisiche, la ripartizione per sesso è sostanzialmente stabile, con il
62,6% di aperture da parte di soggetti di sesso maschile. Il 44,8% delle nuove partite IVA è stato
avviato da giovani fino a 35 anni ed il 32,5% da soggetti nella classe 36-50 anni. Il confronto con
l’anno precedente mostra un incremento di aperture crescente al crescere dell’età degli avvianti (dal
+5,8% della classe più giovane al +29,1%% della più anziana).. La distribuzione delle nuove
aperture di partite IVA sulla base del Paese di nascita evidenzia che il 17,4% degli avvianti è nato
all’estero.

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