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Il mercato immobiliare di Roma, Tamilia: “con l’emergenza sono emerse nuove esigenze di spazi abitativi”

Una analisi che centra l'attuale situazione, ma che proietta il settore verso una forte ripresa

Roma – L’emergenza Covid 19 ha effetti su una molteplicità di comparti produttivi, ed abbiamo voluto approfondire specificamente il tema del mercato immobiliare nella capitale romana. Una città eterna, ricca di immobili di gran pregio e sempre attiva sotto il profilo di trattaive, compravendite e locazioni immobiliari ad amplissimo raggio.

Per comprendere meglio la situazione il direttore Daniele Imperiale ha rivolto questa domanda intervista a Domenico Tamilia figura particolarmente esperta in questo settore ed attualmente  Broker agent presso la Coldwell Banker Exclusive R:

D. Dott. Tamilia, l’emergenza Covid in relazione al mercato immobiliare, cosa si prospetta nel futuro e breve e medio termine per le compravendite di immobili nella capitale romana?

R. L’imprevedibile crisi in atto porta inevitabilmente con sé un’elevata componente di incertezza in merito alla sua durata e conseguente intensità. Nonostante il 2020 fosse partito in modo ottimistico, con vari segnali incoraggianti e seguendo l’onda delle città lombarde in primis Milano i primi effetti positivi si iniziavano a riscontrare anche nel mercato romano anche con importanti investimenti fatti da fondi esteri.

Fin dalle prime battute con la riapertura degli uffici però ci si sta rendendo conto che questa non è come le altre crisi e potrebbero quindi essere necessari approcci diversi  per valutare gli immobili, inoltre come è noto Roma cosi come altre città italiane ha una fortissima vocazione turistica e molte proprietà nel centro storico sono state negli ultimi anni modificate ad attività turistico ricettiva che le attuali restrizioni stanno mettendo a dura prova con conseguenze ancora tutte da valutare questo potrebbe spingere ad una nuova riconversione di queste abitazioni o modificare il mercato degli affitti per le vacanze in mercato tradizionale di fronte alla prevista battuta d’arresto nel settore turistico, con  conseguente aumento dell’offerta di appartamenti in affitto a lungo termine disponibili sul mercato.

Di contro la coabitazione “forzata” e l’aver vissuto la propria abitazione in modo così intenso hanno comunque fatto emergere alcune necessità magari in passato sottovalutate dai potenziali acquirenti quali la possibilità di avere ampi spazi esterni fruibili (terrazze o giardini), ambienti da dedicare al proprio lavoro come magari un piccolo angolo studio, una distribuzione degli spazi interni più confortevole e non per ultimo l’efficientamento energetico.

Questo periodo di confinamento inoltre darà sicuramente una forte spinta all’utilizzo della tecnologia e degli strumenti digitali, con un notevole incremento sia di virtual tour delle abitazioni poste sul mercato sia la formalizzazione dei contratti ed il pagamento digitale dei depositi e molti operatori si sono già attrezzati.

Facendo questa professione da moltissimi anni ricordo che, come è accaduto in passato, una volta terminati i momenti più critici, la ripresa di questo settore è sempre molto intensa.

Aggiungerei inoltre due componenti fondamentali quale la volatilità che sta colpendo i mercati finanziari e la previsione di un lungo periodo di tassi di interesse molto bassi, questo mi rende fiducioso che il settore immobiliare continuerà ad essere una destinazione sempre più interessante per gli investimenti”.

 

 

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