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Il fascino di Roma: Santa Barbara ai librari

Roma – La Chiesa di S.Barbara dei Librari  situata in largo dei Librari, risale al secolo X ma fu costruita su un’antica e piccola cappella a sua volta costruita nel secolo VI nell’emiciclo del “Teatro di Pompeo”. Un’iscrizione situata sulla parete interna sinistra del sacro edificio attesta che la chiesa appartenne a Giovanni Crescenzio, signore incontrastato di Roma con il titolo di “patrizio dei Romani”, il quale, dopo aver ucciso papa Giovanni XIV ed imposto ben tre antipapa, fu catturato e decapitato a Castel S.Angelo dalle truppe imperiali di Ottone III. S.Barbara fu restaurata la prima volta nel 1306 ma fu nel 1601, quando venne affidata da papa Clemente VIII all’Università dei Librari, che le furono aggiunti il predicato “dei Librari” ed il titolo di S.Tommaso d’Aquino e S.Giovanni di Dio, protettori della categoria. Il tempio a croce greca si arricchì di affreschi, di un nuovo oratorio e delle reliquie di numerosi santi, rinvenute successivamente all’interno di una cassetta di piombo sotto l’altare maggiore, che testimoniano l’importanza della chiesa durante il Medioevo.

La facciata barocca della chiesa, opera di Giuseppe Passeri, risale al restauro del 1680 effettuato a spese del libraio fiorentino Zenobio Masotti. Ma nel 1878 i Librari abbandonarono la chiesetta e ciò significò la fine per S.Barbara, che venne sconsacrata ed adibita per molto tempo a semplice magazzino, mentre tutti i suoi ornamenti più importanti furono trasferiti nella vicina chiesa di S.Carlo ai Catinari. L’ultimo restauro e la riapertura ai fedeli risale a pochi decenni fa, grazie alle persistenti richieste alla S.Sede da parte della Soprintendenza ai monumenti di Roma e del Lazio.

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