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Caso Ustica, premio giornalistico nazionale in tandem per Pino Finocchiaro e Fabrizio Colarieti

L'onoreficenza è stata conferita nel corso della terza edizione del premio "Jenne perla della cultura". Insieme ai due noti giornalisti premiati anche Sigfrido Ranucci di Report, il prof. Francesco Vaia direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma

Jenne (Roma) – “Distinto nel giornalismo d’inchiesta,  ha saputo trovare risposte per anni sopite sul caso “Ustica”. Frutto di una determinazione e capacità nel voler/dover trovare delle risposte per casi che fanno parte della storia italiana e rimasti sempre con tante ombre e dubbi da risolvere.

La dedizione per la ricostruzione dei fatti, l’analisi cronologica degli eventi, il susseguirsi delle considerazioni, hanno caratterizzato di recente l’azione giornalistica al più alto livello deontologico-professionale. Ciò preceduto da una carriera di spicco sul panorama nazionale ed estero.” E’ questo il testo della motivazione ufficiale di conferimento del premio giornalistico Nazionale “Jenne perla della cultura” avvenuto in “tandem” per i giornalisti Pino Finocchiaro e Fabrizio Colarieti.

Il riferimento al giornalismo di inchiesta è peraltro chiarissimo ed il riconoscimento avviene in questo difficile momento in cui la comunicazione sembra quasi essere esclusivamente centrata sull’emergenza Covid seppure con le sue criticità allarmistiche. Ed ecco che la terza edizione del Premio organizzato nella suggestiva cornice di Jenne, borgo dell’alta Valle Aniene nel cuore del Lazio ove vi ebbe i natali Papa Alessandro IV.

La qualificata giuria con adeguate motivazioni ha consegnato per ciascuno degli invitati al conferimento ed i nomi di Pino Finocchiaro e Fabrizio Colarieti  non sono certo passati inosservati nel contest dell’informazione nazionale. La motivazione riconduce infatti ad un giornalismo d’inchiesta utile ed opportuno e sul quale la deontologia deve continuare sempre a fare la sua parte nonostante tutto.

La giuria composta oltrechè dal sindaco di Jenne Giorgio Pacchiarotti, è stata presieduta dalla giornalista di RAI Tre Gemma Giovannelli, mentre il  prof. Fausto Capalbo, presidente Iceps è stato nominato presidente onorario. Al seguito i giurati Don Gaetano Maria Saccà preside Accademia Osteopatica, i giornalisti Daniele Imperiale e Ruggiero Capone, l’editorialista Elisabetta Zazza, hanno tracciato un percorso di riconoscimenti di grande spessore.

Oltre a Finocchiaro e Colarieti, quest’ultimo non presente per sopraggiunti inderogabili impegni, i premi sono stati conferiti al prof. Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma, al maestro Claudio Leonetti di Amatrice e al giornalista di Report Sigfrido Ranucci. Interessante anche la testimonianza resa dall’avv. Wania Della Vigna legale di Leonetti e che segue aspetti giudiziari di vicende come il terremoto dell’Aquila e la tragedia di Rigopiano.

Pino Finocchiaro dopo aver ricevuto il conferimento per mano del prof. Capalbo, ha tracciato il quadro su Ustica evidenziandone aspetti e caratterizzazioni che hanno portato agli scoop chiarificatori. Tanti i dubbi ancora da sciogliere ma in questa intricata matassa il merito va sicuramente al giornalismo italiano di inchiesta, poichè per rendere giustizia alla verità resta sempre un dovere di chi fa giornalismo per passione e con professionalità come nel caso dei due giornalisti premiati.

L’evento è stato condotto in tandem da Roberta Ammendola di Rai uno e da  Daniele Imperiale , consigliere dell’Ordine dei giornalisti e direttore di Uffici Stampa Nazionali. Suggestivi gli intermezzi di musica lirica tra le varie fasi dei conferimenti del premio.

 

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