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In arrivo ondata di caldo: gli italiani rischiano di sciogliersi come neve al sole

Il terrore della morte da Covid colloca gli italiani in torpore

Editoriale – Prima dell’ondata di Covid 19 ormai promosso a 20, sta rrivando l’ondata di caldo. Ma non quello normale bensì quello anomalo. Quest’anno i problemi del caldo, delle città vuote non si pone. Le città sono vuote di default, la paura del caldo è in secondo se non in terzo piano rispetto all’emergenza Covid. I rischi per il futuro. I burloni sentenziano che il “virus sia pronto a ripartire”. Gli italiani sono terrorizzati dalla morte.

L’unico che ci ha scherzato è Riccardo Pirrone, social media strategist di Taffo che ha scritto un libro dal titolo “Ironia della morte”. Ebbene sì un bel ragazzo del terzo millennio che è un fucina di idee e capacità social media, scherza su quello che gli italiani temono: morire, finire in una cassa prima ed un loculo poi. Sorte che tocca a tutti compresi i loculizzatori del popolo che oggi credono di essere i padre eterni pro-tempore, ma anche loro prima o poi dovranno fare i conti con sorella Morte come la chiama San Francesco e dopodichè dovranno fare i conti però con il dilemma eterno: saranno accolti in paradiso o all’inferno?

Riccardo forse è l’unico in Italia che riesce a trasformare il passaggio all’oriente eterno come un brand simpatico con il quale approcciare e fare i conti in anticipo.

Gli italiani credono a tutto. Se oggi il ministro di non so cosa dovesse dire: Attenzione all’ondata di caldo anomala, i cittadini italiani rischiano di sciogliersi come neve al sole… cosa accadrebbe? Tappati in casa o a cercare riparo e refrigerio in dolci chiare e fresche acque.
Gli italiani a rischio scioglimento andrebbero a gettarsi nel fiume per paura di morire dunque?

Credono così a tutto? Abbastanza diciamo. Ma forse per pigrizia. L’involuzione italiana la possiamo osservare tutta riprendendo gli anni delle rivoluzioni studentesche, delle azioni corrispondenti ad azioni intraprese da governi. Un clima rivoluzionario di esasperazione che si faceva perfino giustizia da solo. Orrore e terrore negli annali di storia italiana scritti in ragione di ideali che sono sfociati perfino in omicidi di stato.

Ora la deontologia giornalistica è l’unica forma di “verifica delle fonti” che dovrebbe garantire i cittadini lettori. Eppure durante l’emergenza attiva la fase 1 diciamo i media si sono fatti prendere la mano nella conta dei morti, delle terapie intensive. Di tutto. E chi era a casa sul divano ha dovuto credere a tutto l’allarmismo che faceva prevedere la fine del mondo ormai imminente.

La morte che è arrivata con il covid sta dentro tante case purtroppo che hanno avuto la sfortuna di incontrarlo, ma sta anche nella strumentalizzazione più becera e senza precedenti nella storia della Repubblica. Un popolo loculizzato, messo agli arresti domiciliari in virtù di un dipiciemme e da un uomo solo al comando. Un passaggio monarchico che ancora stenta ad uscire dalla politica che non vuol saperne di morire, anzi vuol prevalere sempre di più su un popolo in torpore.

Ora il virus è di importazione, e mentre arrivano orde di stranieri infetti, gli italiani creduloni sono minacciati di nuovi lockdown. E tutti zitti. Perchè crediamo a tutto ciò che ci viene detto senza sforzarci di pensare e quindi di agire.

Rispettiamo le regole, questo sì, un pò di precauzione fa bene, ma non l’esagerazione nel pensare che i cittadini possano credere che girando per le spiagge a causa del caldo torrido possano sciogliersi e disintegrarsi nel nulla.

Dunque questo è un messaggio di reazione al torpore, cari cittadini italiani non ci scioglierà nessuno e non vi saranno ondate se non costruite per terrorizzarci e tenerci sotto la spada di Damocle il più a lungo possibile.

Il popolo deve reagire, gli italici devono trovare il coraggio di dimostrare che non hanno paura del caldo, e che la loro dignità non si scioglierà mai. Ai posteri le ardue sentenze.

Daniele Imperiale

 

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