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L’importanza dello screening (di Davide Abriano)

Messina – Pubblichiamo questo interessante vademecum predisposto da Davide Abriano studente in Professioni sanitarie alla facoltà di “Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro” al Policlinico di Messina, per capire bene l’importanza degli screening:

Cos’è la prevenzione

La prevenzione è un’insieme di attività ed azioni che mirano a impedire o ridurre il rischio ad un evento spiacevole, promuovendo il benessere e la salute individuale e collettiva.

Mentre con la prevenzione primaria si cerca di evitare l’insorgenza della malattia, per esempio attraverso il cambiamento di abitudini e comportamenti (alimentazione, profilassi immunitaria, astensione dal fumo), con la prevenzione secondaria, di cui fanno parte gli screening, si mira a individuare la malattia quando non ha ancora dato segni di sé.

Dove fosse impossibile eliminare il rischio, è possibile intervenire
per moderare l’entità del danno. Prevenire si può!

Cos’è lo screening
Lo screening è l’esame condotto a tappeto su una fascia di popolazione allo scopo di individuare una malattia o i suoi precursori.

A cosa serve lo screening
Lo screening serve a diagnosticare precocemente una malattia, prima della comparsa di sintomi, e per avviare il prima possibile il trattamento terapeutico.

Un trattamento precoce ha maggiori vantaggi (in termini di guarigione, di sopravvivenza e di cure più semplici) rispetto a un trattamento tardivo.

Benefici dello screening
Effettuare screening aumenta molto la probabilità di individuare la presenza di un tumore quando è ancora in fase iniziale, permettendo di effettuare cure più efficaci e meno invasive.
Permette addirittura di individuare lesioni che sono a rischio di evolvere, generalmente dopo lungo tempo, verso forme maligne. Il trattamento di queste lesioni previene l’eventuale insorgenza del tumore.

Perché partecipare alle campagne di screening
Discrezione, accompagnamento, qualità e informazione sono i valori prefissati nel programma di screening.
Se il test di screening è positivo, il paziente viene accompagnato lungo tutte le eventuali fasi successive, sempre gratuitamente.
I professionisti si riuniscono periodicamente per aggiornare il programma di protocollo alla luce delle nuove evidenze scientifiche.
Il programma di screening, che coinvolge oltre un milione di persone, è altamente sicuro poiché è attento alle innovazioni, alla formazione del personale e ai controlli di qualità.

Perché ripetere un esame anche quando il risultato è negativo
È importante che gli esami vengano ripetuti periodicamente anche se il precedente esito è risultato normale, poiché è possibile ammalarsi successivamente.

Perché eseguire un esame anche in assenza di sintomi
È buona norma effettuare screening anche in assenza di sintomi in quanto nella fase iniziale il tumore può essere presente anche senza alcun sintomo. In presenza di sintomi è bene rivolgersi subito al proprio medico di fiducia.

Possibilità di risultati sbagliati
Come per tutti gli esami, è possibile, anche se in percentuale bassa, che il test di screening dia falsi negativi (risultati normali del test in persone ammalate) e falsi positivi (risultati positivi del test nonostante la condizione di malattia non sia presente).

Ridurre il rischio di sviluppare un tumore
È possibile ridurre ancor di più il rischio di molte malattie, tra cui anche i tumori, adottando uno stile di vita sano (alimentazione corretta, attività fisica, non fumare, non eccedere con l’alcool).
Alcuni vaccini utilizzati contro agenti infettivi che causano il cancro possono anche prevenire lo sviluppo di tumori specifici. Inoltre, partecipare allo screening permette di individuare lesioni che, se trattate o tenute sotto stretta sorveglianza, riducono molto il rischio di sviluppare un tumore maligno.

Per quali tumori effettuare screening
I principali test di screening in campo oncologico validi per la popolazione generale sono:

– Tumore della mammella
Candidati: Donne di età compresa tra i
50 ed i 69 anni
Test: Mammografia bilaterale ogni due anni

 

– Tumore della cervice uterina
Candidati: Donne tra i 25 ed i 64 anni
Test: Pap-test ogni tre anni

– Tumore del colon retto
Candidati: Uomini e donne tra i 50 ed i
70/74 anni
Test: Ricerca di sangue occulto nelle feci ogni due anni. Tra i 58 ed i 60 anni rettosigmoidoscopia da ripetere ogni 10 anni.

In presenza di familiarità per la patologia, gli screening possono essere indicati a partire da età inferiori. È bene quindi rivolgersi al proprio medico per valutare l’opportunità di sottoporsi a specifici test di screening.

Davide Abriano

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