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Vaccinazione eterologa: l’agenzia del farmaco europea: “può funzionare ma abbiamo ancora pochi dati”

Roma –  Sono riprese in Molise le somministrazioni dei vaccini Astrazeneca dopo lo stop dei giorni scorsi L’Alto Adige ha gia’ iniziato il richiamo  del vaccino contro il Covid-19 per le persone sotto i 60 anni con una  dose diversa da AstraZeneca e il piano vaccinale in provincia di  Bolzano e’ stato riorganizzato dopo lo stop del Governo di inoculare  agli under 60 anche la seconda dose di AstraZeneca.
L’assessore alla Salute Emilia-Romagna, Raffaele Donini, afferma “non somministriamo Astrazeneca, così come indicato dal Governo, alla popolazione vaccinabile al di sotto dei 60 ann”, e aggiunge: “Nel Lazio per quel che ne sappiamo c’è una richiesta al Governo su questo”.
Il Lazio, ha aggiunto l’assessore che è anche coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, “ha posto un tema non banale, lo ha posto all’interlocutore giusto che è il governo e vedremo quale sarà la risposta del governo”.
Alessio D’Amato, assessore alla Salute della regione Lazio, afferma: “La circolare
del ministero e la determina di Aifa sono discordanti. La prima è perentoria, la seconda è possibilista, basta leggere bene l’articolo 2: non esclude che il medico possa decidere in scienza e coscienza quale tipo di vaccino somministrare avvalendosi del meccanismo dell’off label (prescrizione non contenuta nel bugiardino). Oppure dobbiamo ricorrere all’obbligo?”. Ché “L’obbligo è un errore. La via più efficace è quella della persuasione. Non siamo nell’esercito dove bisogna rispettare gli ordini”.
In Lombardia al via le ‘vaccinazioni  eterologhe’ per gli under 60 che avevano ricevuto la prima dose con  AstraZeneca. L’assessorato lombardo al Welfare ha fatto sapere che  “17.733 cittadini riceveranno il richiamo con un vaccino mRNA Pfizer o Moderna ed entro lunedi’ verranno recuperate tutte le 42.000  somministrazioni sospese tra il 12 e il 16 giugno”.
Marco Cavaleri dell’Ema, sostiene che “sulla base delle esperienze del passato”, mischiare vaccini “sembra una strategia che può essere impiegata, ma su quelli Covid-19 ci sono prove limitate ed è importante raccogliere maggiori informazioni e monitorare con attenzione”. Sempre secondo l’Ema sarebbe importante accorciare i tempi della seconda dose di AstraZeneca per aumentare la protezione contro le varianti.
Sempre Marco Cavaleri dell’Ema spiega che il vaccino di AstraZeneca “è stato approvato nell’Ue sulla base della somministrazione di due dosi, e perciò in principio, in base alle informazioni sul prodotto, è da somministrare una seconda dose in un intervallo tra quattro e dodici settimane”. Se un Paese per un numero di ragioni “vuole fare un mix con un vaccino MRna” sta al Paese decidere: “Sulla base delle prove che abbiamo questo non è problematico, ma il livello di prove è basso e perciò occorre restare vigili”.
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