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Mattarella: “Scuola potente anti-virus, ritorno in classe simbolo di ripartenza del Paese”

ROMA – “Proprio il mondo della scuola nel suo insieme si è dimostrato un potente anti-virus, ne è testimonianza il dato del 94% di vaccinati tra personale docente e non docente. Quello che per l’intera società è un obiettivo, la scuola lo ha già raggiunto e vuole andare piu’ avanti per la sicurezza di tutti, ancora più doverosa nei luoghi dei bambini e dei ragazzi”, ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Pizzo Calabro, intervenendo alla Cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2021-2022. “Quando è comparso il virus la scuola è stata la prima a dover chiudere le sue porte. Ora grazie alle vaccinazioni e alle misure di precauzione non deve accadere mai più che la scuola chiuda”, ha proseguito.

“Voi ragazze e ragazzi tornate di nuovo tutti in aula assieme agli insegnanti dopo le tante sofferenze e le limitazione che la pandemia ci ha imposto. La ripartenza delle scuole a pieno regime è il segno più evidente della ripartenza dell’Italia. Con le scuole che riaprono o ripartono si riallacciano i fili che sie erano interrotti o che erano diventati più esili, ma ripartono anzitutto lo studio ma anche le reazioni e le amicizie e questo trasmette energia a tutta la comunità nazionale”, ha aggiunto.

“È incoraggiante, è importante, l’adesione dei giovani alla campagna vaccinale. Numeri che speriamo diventino sempre più grandi. Non di rado in famiglia sono stati proprio i giovani a spiegare le buone ragioni della immunizzazione, a rompere gli indugi e fare per primi il vaccino anche quando i genitori tentennavano. Volevano uscire da casa, tornare con gli amici, e così hanno aiutato tutta la società. Quando nascono grandi speranze sociali i giovani sono protagonisti, qualche volta lo esprimono con radicalità”.

La scuola non è un capitolo accessorio, bensì è assolutamente centrale in un Piano di ripartenza. Le conoscenze e la cultura delle giovani generazioni costituiscono il volano migliore per il domani di tutti noi”. Il capo dello Stato ha sottolineato che in questi ultimi tempi per assicurare il ritorno a scuola, “vi sono state assunzioni di insegnanti e di personale Ata, molte aule sono state adeguate per garantire migliori spazi interni, sono stati realizzati interventi strutturali e organizzativi. Le istituzioni ai diversi livelli – osserva – hanno collaborato allo scopo di fornire i servizi essenziali ad assicurare il diritto allo studio. Investimenti doverosi, che ora dovranno assumere continuità e prospettiva strategica con il Piano nazionale di resilienza e ripartenza. Le risorse impiegate per avere una scuola più moderna, per rendere più sicuri e funzionali gli edifici scolastici, per realizzarne di nuovi, per formare docenti preparati alle sfide di una società in trasformazione, sono l’investimento più intelligente e proficuo”.

“Sentiamo dire spesso che la crisi che abbiamo vissuto – e dalla quale contiamo di essere in via di uscita – sollecita un cambiamento: diverrebbe un’espressione retorica, un’astrazione se non si affermassero impegni concreti, progetti adeguati, assunzioni di responsabilità. La pandemia ha prodotto una condizione drammatica e dolorosa. Ha recato tanto dolore e lutti. Ancora conduce a morte ogni giorno decine di nostri concittadini. Ha frenato le nostre vite, le nostre attività. Ha creato ulteriori diseguaglianze. Ha creato povertà nuova. Ha ridotto opportunità. I giovani, i ragazzi, i bambini hanno pagato un prezzo molto alto. Non dimenticheremo quanto è accaduto”.

“La scuola è ossigeno per la società, non riguarda solo i ragazzi che la frequentano, il suo funzionamento è specchio di quello del Paese. Abbiamo una scuola di valore, grazie alla passione degli insegnanti, alla dedizione del personale, all’impegno degli studenti. Sappiamo pero’ che vi sono anche aspetti che devono essere migliorati, soffriamo per ritardi antichi, per qualche inefficienza, per disparità e disuguaglianze. Non mancano risorse e capacità per superarli e per avere fiducia in noi stessi. Ne abbiamo avuto prova in queste settimane in cui si sono intensificati gli sforzi del ministero, dei dirigenti scolastici e degli insegnanti per organizzare in sicurezza il buon avvio dell’anno scolastico”.

“Rinunciare alla scuola in presenza è stato un sacrificio pesante e sofferto. È giusto riconoscere che, grazie al lavoro di insegnanti, all’impegno di presidi, e alla collaborazione di genitori, è stato possibile, con la didattica a distanza, assicurare, pur in condizioni spesso estremamente difficili, la continuità possibile nell’insegnamento. E la Dad ha contribuito, pur nella sua inevitabile incompletezza, a incrementare le conoscenze, a far crescere l’alfabetizzazione informatica nelle famiglie”, ha dichiarato il presidente della Repubblica. “Nella scuola che riparte – sottolinea il capo dello Stato – è bene dare continuità all’educazione digitale, favorendo l’integrazione dei nuovi strumenti nei programmi di studio. La società ha bisogno di crescere nelle conoscenze digitali. L’intera società, non soltanto alcuni suoi ambiti più o meno ristretti. Proprio la Dad ha evidenziato i divari di sviluppo tra le diverse aree del Paese. In alcuni territori, la rete non arriva o arriva male. Mediante le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea si intende opportunamente correggere questa inaccettabile realtà”.

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