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Tax credit acqua potabile, al via le comunicazioni per le spese 2021

L’incentivo è pari al 50% dei costi sostenuti fino a un massimo di mille euro di spesa per le persone fisiche e di 5mila euro per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali

ROMA -Con decorrenza 1° febbraio, e fino al 28 p.v. possono partire le comunicazioni relative alle spese sostenute nello scorso anno per l’acquisto di sistemi che migliorano la qualità dell’acqua potabile dei rubinetti di casa e dell’azienda e beneficiare del credito d’imposta introdotto dalla legge di bilancio 2021 (articolo 1, commi da 1087 a 1089). I modelli possono essere tramessi tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito delle Entrate o i canali telematici dell’Agenzia.
Ricordiamo che modulo, relative istruzioni e specifiche tecniche sono stati aggiornati con il provvedimento dello scorso 28 gennaio.

L’agevolazione è finalizzata a razionalizzare l’uso dell’acqua e ridurre il consumo di bottiglie di plastica. Possono accedere al credito le persone fisiche, i soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.
Spedita la comunicazione, una volta ricevuto il via libera alla fruizione dell’agevolazione, i beneficiari potranno spendere il bonus in compensazione tramite F24, oppure, per le persone fisiche non esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo, anche nella dichiarazione dei redditi riferita all’anno della spesa e agli anni successivi fino al completo utilizzo dell’incentivo.

Rimborsata la metà della spesa
L’incentivo, prevede la misura, è pari 50% della spesa sostenuta tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 sull’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti.
Con la legge di bilancio 2022 il contributo ha ampliato i suoi orizzonti, con la proroga dei suoi effetti ai dispositivi acquistati nel 2023.
La spesa massima ammissibile è di mille euro per ciascun immobile per le persone fisiche e di 5mila euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali. Considerato che per il 2021 il tetto di spesa complessiva previsto per la misura è di 5 milioni di euro, l’Agenzia calcolerà la percentuale attribuibile rapportando la dote disponibile all’ammontare complessivo del credito d’imposta risultante da tutte le comunicazioni validamente presentate.

Per il pagamento niente contanti
La spesa deve essere documentata con fattura elettronica o documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale di chi richiede il credito.
I privati e in generale i soggetti diversi dagli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, devono effettuare il pagamento con versamento bancario o postale o con altri sistemi di pagamento diversi dai contanti.
Tuttavia, per le spese sostenute prima del 16 giugno 2021 ossia prima della pubblicazione del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, che ha definito i criteri e le modalità di accesso al credito, sono ritenuti validi i pagamenti in qualunque modo avvenuti ed è possibile integrare la fattura, la ricevuta o lo scontrino che certificano l’acquisto annotando su tali documenti il codice fiscale di chi richiede il bonus.
La spesa deve essere comunicata all’Agenzia tra il 1° febbraio e il 28 febbraio dell’anno successivo al quello di sostenimento del costo inviando, come già detto, l’apposito modello tramite il servizio web disponibile nell’area riservata o i canali telematici dell’Agenzia delle entrate. Entro 10 giorni dall’invio, nell’area riservata del sito delle Entrate viene rilasciata la ricevuta di presa in carico o di scarto della comunicazione.
Da quel momento, la somma potrà essere utilizzata in compensazione tramite F24, oppure, per le persone fisiche non esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo, anche nella dichiarazione dei redditi riferita all’anno della spesa e in quelle degli anni successivi fino al suo completo utilizzo. Per le spese sostenute quest’anno, invece, le comunicazioni andranno inviate nel 2023.

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