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Missili su Kiev, palazzi in fiamme. Kelensky: “Ucraina sola a difendersi, io obiettivo numero uno”

Kuleba: "Terribili bombardamenti su Kiev. L'ultima volta che la nostra capitale aveva visto una cosa del genere era stato nel 1941"

ROMA – L’Ucraina è sola a difendersi dalla Russia, perché le potenze mondiali restano a guardare da lontano: lo ha detto oggi il presidente Volodymyr Zelensky, in un messaggio video. Il capo di Stato ha anche sottolineato che le sanzioni annunciate ieri da Stati Uniti e Unione Europea non sono sufficienti. “Questa mattina siamo soli a difendere il nostro Stato” ha detto Zelensky. “Come ieri, le maggiori potenze del mondo restano a guardare da lontano”. Il presidente ha denunciato che questa notte bombardamenti hanno raggiunto aree abitate della capitale Kiev. “La Russia è stata convinta dalle sanzioni di ieri?” ha chiesto Zelensky in modo retorico. “Sentiamo nel cielo e vediamo qui sul terreno che questo non è stato abbastanza“.

“Un arresto immediato delle operazioni militari russe” è stato chiesto nella serata di ieri dal presidente francese Emmanuel Macron al suo omologo Vladimir Putin nel corso di una telefonata seguita all’avvio dell’offensiva di Mosca in Ucraina. Macron, che è anche presidente di turno dell’Unione Europea, ha sottolineato che “la Russia si espone a sanzioni massicce”. Del colloquio si riferisce in una nota diffusa dall’Eliseo. In un altro comunicato, il Cremlino sottolinea che il colloquio è stato “serio e franco” e che Putin ha fornito “una spiegazione dettagliata delle ragioni” delle scelta di Mosca.

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8.39 – BANCA MONDIALE: “PRONTI A SOSTENERE KIEV, IMPATTI GLOBALI

La Banca Mondiale è pronta a “fornire sostegno immediato all’Ucraina” e sta “preparando varie opzioni per mettere in atto questo sostegno”, compreso “finanziamenti a erogazione rapida”. A renderlo noto il presidente dell’organismo internazionale, David Malpass, dopo l’avvio dell’operazione militare russa in Ucraina.

In un comunicato il presidente ha detto che la Banca mondiale è “inorridita dalla violenza scioccante e dalle perdite di vite umane” che si stanno verificando in queste ore in Ucraina e ha ribadito di essere “al fianco” del popolo ucraino in questo “momento critico”.
Malpass ha comunicato di “aver discusso della situazione con il consiglio di amministrazione” della Banca e di aver “mobilitato la Global Crisis Risk Platform dell’istituto per accelerare il coordinamento all’interno del Gruppo della Banca mondiale”.

Il presidente si sta quindi “coordinando anche con il Fondo Monetario Internazionale (Fmi)” per valutare i danni economici causati dall’intervento russo. Secondo il massimo dirigente della Banca mondiale, gli attuali sviluppi in Ucraina “avranno impatti economici e sociali di vasta portata”. Malpass ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sabato scorso. Nell’occasione il presidente ha promesso che la Banca Mondiale avrebbe messo subito a disposizione di Kiev 350 milioni di dollari nell’ambito delle tensioni nella regione orientale del Paese, poi degenerate nel conflitto scoppiato ieri con l’annuncio dell’offensiva russa.

8.36 – CORTE INTERNAZIONALE: “POSSIBILE INDAGINE PER CRIMINI DI GUERRA

Il procuratore capo della Corte penale internazionale con sede all’Aia, Karim Khan, ha “ricordato” a le parti in conflitto in Ucraina che sia Kiev che Mosca hanno accettato la giurisdizione del tribunale nel 2015 e che quindi ogni possibile “crimine di guerra, contro l’umanità o genocidio” commesso in questa fase di conflitto può essere oggetto di indagine da parte della Corte.

In un comunicato pubblicato oggi, il procuratore, in missione in Bangladesh, ha detto di “seguire da vicino” gli sviluppi in Ucraina con “crescente preoccupazione”. All’alba di ieri la Russia ha avviato un’offensiva sul territorio ucraino. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, le vittime degli attacchi russi nella giornata di ieri sarebbero state oltre 130.

7.29 – LA TURCHIA NON BLOCCA IL RIENTRO DI NAVI RUSSE IN CRIMEA

La Turchia permetterà alle navi della flotta militare russa di far ritorno nelle proprie basi in Crimea dal mar Mediterraneo: lo ha riferito oggi l’agenzia di stampa moscovita Ria Novosti, citando il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu. La comunicazione ha seguito una richiesta da parte del governo dell’Ucraina in favore di un blocco del passaggio attraverso il Bosforo e i Dardanelli, gli stretti che permettono l’accesso al mar Nero dal mar Mediterraneo.

Secondo Ria Novosti, Cavusoglu ha comunicato che Ankara può chiudere l’accesso ma che Mosca conserva comunque il diritto a far rientrare in Crimea le proprie navi. La Turchia è un Paese membro della Nato. Ieri il presidente Recep Tayyip Erdogan aveva definito l’offensiva russa in Ucraina “una violazione del diritto internazionale” e “un duro colpo alla pace, alla tranquillità e alla stabilità nella regione”.

6.11 –  MINISTRO: “BOMBARDAMENTI TERRIBILI SU KIEV, COME NEL 1941”

“Terribili bombardamenti missilistici su Kiev. L’ultima volta che la nostra capitale aveva visto una cosa del genere era stato nel 1941, quando era stata aggredita dalla Germania nazista”: lo ha scritto stamane Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri dell’Ucraina. In un messaggio diffuso su Twitter il dirigente ha aggiunto: “Allora l’Ucraina sconfisse quel male e lo sconfiggerà ancora oggi. Fermate Putin. Isolate la Russia. Rompete tutte le relazioni. Cacciate la Russia”.

5.55 – KIEV, DUE PALAZZI IN FIAMME ALLA PERIFERIA SUD-EST

Due palazzi che ospitano appartamenti sono in fiamme nel settore sud-est di Kiev: lo indicano foto diffuse dai servizi di soccorso dell’Ucraina, rilanciate anche da testate locali. Secondo le ricostruzioni disponibili, l’incendio sarebbe divampato dopo che un aereo, verosimilmente russo, è stato intercettato in volo dalla contraerea. Stando al quotidiano Kyiv Independent, almeno tre persone sono rimaste ferite in modo grave. I soccorritori hanno riferito di un rischio di crollo. In precedenza funzionari del ministero dell’Interno dell’Ucraina avevano detto dell’abbattimento di un caccia nel settore di Darnytskyi, in una zona residenziale, nel settore sud-orientale della capitale.

5.42 – UE, DECISE IN VIA DEFINITIVA SANZIONI CONTRO RUSSIA

Il Consiglio europeo ha condannato nei termini più forti possibili l’aggressione militare russa contro l’Ucraina che ha violato le leggi internazionali e i principi della Carta delle Nazioni Unite: lo si riferisce in una nota diffusa ieri sera a Bruxelles. La Russia è ritenuta completamente responsabile per queste azioni e l’Unione Europa esorta il Cremlino a ritirare tutte le sue forze militari dal territorio ucraino e di rispettarne l’integrità territoriale. Il Consiglio europeo – si legge nel comunicato – condanna fortemente le tragiche perdite di vite umane di donne, uomini e bambini innocenti le cui vite sono state ingiustamente attaccate e condanna anche il coinvolgimento della Bielorussia in questa aggressione. Per tutti questi motivi, l’Unione Europea e tutti i suoi leader hanno deciso di intensificare le misure restrittive contro la Russia che avranno massive e severe conseguenze contro il paese. Il Consiglio europeo è fermamente convinto che un cambiamento dei confini prestabiliti non possa avvenire in nessun modo nel 21esimo secolo e che il conflitto può essere risolto solo tramite dialogo e diplomazia. Gli alleati continueranno a supportare, tramite uno stretto coordinamento tra Nato, Osce e Onu, l’integrità non solo dell’Ucraina ma anche della Georgia e della Repubblica moldava. Nel testo si legge infine che per tutti i motivi sopra elencati, il Consiglio europeo adotterà senza alcun ritardo tutte le proposte preparate dalla Commissione.

5.38 – ZELENSKY: SABOTATORI A KIEV, NEMICO VUOLE ELIMINARMI

Gruppi di “sabotatori” sono entrati a Kiev, parte di un piano per “distruggere l’Ucraina politicamente eliminando il capo dello Stato”: lo ha detto nella notte il presidente Volodymyr Zelensky, mentre fonti concordanti riferivano dell’ingresso di unità russe nella capitale. Zelensky ha aggiunto: “Il nemico mi ha designato come obiettivo numero uno, mentre la mia famiglia è l’obiettivo numero due”. Le dichiarazioni sono state diffuse attraverso un messaggio video. (www.dire.it)

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