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Il Covid rialza la testa: casi raddoppiati in tre settimane

ROMA – “Per quanto riguarda l’indice Rt siamo di poco sopra l’1. Questo significa che i casi di Covid stanno aumentando: dalla metà del mese di settembre, infatti, quando avevamo in media circa 15mila casi al giorno, adesso ne abbiamo quasi 33mila. Non si tratta di un’impennata particolarmente violenta, ma i numeri stanno aumentando”. Lo ha detto il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ospite di ‘Agorà’ su Rai 3.

LA CRESCITA DEI POSTI LETTO IN AREA MEDICA: +1.200 IN SOLI DIECI GIORNI

“La cosa interessante- ha aggiunto- è che comunque, nel giro di dieci giorni, abbiamo avuto un incremento di circa 1.200 posti letto in area medica, dimostrando ancora una volta che quando i numeri superano un certo numero di contagi, una quota di persone, in particolare quelle fragili e gli anziani, vengono ricoverate in area medica. Molto meno in terapia intensiva, perchè fortunatamente quelle forme gravi di polmoniti bilaterali non si vedono quasi più, grazie anche all’effetto dei vaccini e grazie al fatto che Omicron è una variante meno aggressiva“.

VACCINO: 14 MILIONI POSSONO FARE SUBITO LA QUARTA DOSE

“Quello che preoccupa- ha inoltre sottolineato Cartabellotta- sono i numeri che crescono tanto e che incontrano una popolazione suscettibile che, di fatto, è quella non vaccinata, quella che non ha fatto la terza dose e ora possiamo dirlo, tutti gli over 60 e i fragili che non hanno fatto la quarta dose”. Il presidente della Fondazione Gimbe ha poi spiegato che “abbiamo una platea che deve ricevere la quarta dose, che include anche gli operatori sanitari, di circa 19 milioni di persone. Di questi, 3,2 milioni l’hanno fatta, 2 milioni non possono farla nell’immediato perchè hanno avuto il Covid da circa 120 giorni, quindi abbiamo potenzialmente 14 milioni di persone che possono fare subito la quarta dose“.

LA VARIABILITÀ REGIONALE

“Quello che stupisce- ha concluso- è la grande variabilità regionale: abbiamo un tasso di copertura italiana pari al 17%, ma ci sono regioni che si avvicinano al 30% di copertura, come l’Emilia Romagna e il Piemonte, e regioni come la Calabria o la Sicilia, che stanno intorno all’8%”. (www.dire.it)

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