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Meloni e “Gender” – Le persone trans rispondono: “Giorgia non siamo noi a minacciare le donne”

ROMA – L’intervista rilasciata da Giorgia Meloni al settimanale Grazia non ci coglie di sorpresa: nulla di diverso ci aspettiamo da chi guida un partito che da sempre strepita riguardo il fantomatico Gender, non riuscendo però mai a spiegare che cosa sia. Sono irricevibili le accuse verso la comunità trans* di essere un pericolo per le donne cisgender e il tentativo di attaccare i percorsi di affermazione di genere che, nonostante i recenti progressi scientifici e giuridici, restano comunque faticosi da sostenere economicamente e psicologicamente, a causa di discriminazione e leggi datate.

Difendere il nostro diritto all’autodeterminazione significa prima di tutto combattere il dannoso sistema patriarcale e maschilista che affligge anche le donne cisgender del nostro paese. A quelle femministe che si dimenticano chi è la vera minaccia per le donne, chiediamo cosa c’è di “femminista” nell’attaccare continuamente altri segmenti sociali politicamente oppressi, proprio come lo sono le donne. Invitiamo il Governo, che per bocca della Premier trova un mezzo per scampare alle giuste polemiche di questi giorni, a riportare al centro della cronaca la tragedia di Crotone: invece di rispondere a domande sulle persone trans*, Meloni dovrebbe chiedere scusa alle 67 persone decedute, morte a causa di una politica scellerata e razzista, poi vilipese dalla violenza verbale e dalle bugie del ministro Piantedosi. La violenza ha più vittime ma un solo carnefice, e non sono le persone trans*.

Lo rende noto il Coordinamento T*DoV Roma in una nota stampa.

(Transgender* Day Of Visibility)

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